In un mondo molto vicino alla perfezione si parlerebbe ogni giorno di salute mentale, ma purtroppo al momento la realtà ha tutt’altra sembianza ed è solo nel mese di Maggio che la popolazione mondiale ha occasione di soffermarsi e dedicare del tempo alla consapevolezza sui disturbi mentali.

Il movimento principale per spostare finalmente, seppure per un tempo limitato, i riflettori sul tema proviene dai paesi anglosassoni, dove le associazioni del settore da decenni organizzano proiezioni, approfondimenti, incontri con specialisti e personalità note. Più tardi si è senza dubbio aggiunto anche il mondo virtuale di internet, dove da sempre, grazie ai social media, le persone affette da disturbi mentali hanno la possibilità di raccontare le proprie storie, confrontarsi con altri in situazioni simili e ricevere una forma di supporto virtuale.

Nel 2017 Tumblr ha lanciato una vera e propria piattaforma, Post It Forward, dove gli utenti possono condividere le loro domande riguardo il tema, leggere approfondimenti di specialisti del settore riguardo l’uso dei social media e il loro impatto sulla nostra salute mentale, guardare video in cui vip internazionali, come ad esempio la cantante/presentatrice Fergie, raccontano le loro stesse esperienze.

Quest’anno invece la fondazione Born This Way, fondata da Lady Gaga e sua madre, si è unita al National Council for Behavioral Health e allo spettacolo di Broadway, Dear Evan Hansen: la campagna #BeKindBeTheDifference è un vero e proprio contest, che vuole spingere i giovani ad iscriversi a corsi di First Mental Aid, primo soccorso mentale, un programma che vuole insegnare ai ragazzi a riconoscere situazioni di disagio mentale e abuso di sostanze, come intervenire e chiedere aiuto. Uno degli iscritti verrà scelto come vincitore di due biglietti per lo spettacolo di Broadway, la possibilità di incontrare il cast e cenare con Cynthia Germanotta, madre di Lady Gaga e presidentessa della fondazione, Born This Way.

E a proposito di fondazioni, seppure i riflettori adesso sono ben concentrati sul matrimonio reale da poco avvenuto, anche la famiglia reale inglese ha dimostrato un’inaspettata apertura nei confronti della salute mentale, non solo con il racconto del principe Harry riguardo le difficoltà emotive incontrate dopo la morte prematura della madre, ma soprattutto con la creazione della fondazione Heads Together. L’iniziativa per il mese dedicato alla consapevolezza sulla salute mentale di quest’anno è stato un evento radiofonico, #MentalHealthMinute, trasmesso in contemporanea da più di 300 stazioni, a cui hanno preso parte Judi Dench, i principi Harry e William, David Harewood, Lady Gaga, Jessica Ennis Hill, e in cui i noti personaggi hanno voluto lanciare ancora una volta il messaggio che non si commette nessun errore nel riconoscere che il momento che si sta vivendo non è affatto okay.

Un post condiviso da Heads Together (@heads_together) in data:

Ovviamente altrettanto importante è anche il lavoro di piattaforme virtuali locali inglesi ed americane che non mancano di rilanciare approfondimenti sull’importanza di consultare un professionista in caso di bisogno, sul non nascondere ai propri affetti la difficoltà di alcuni momenti e varie ed eventuali letture e visioni che possano essere di beneficio.

E in Italia?

Le cose cambiano decisamente se ci spostiamo nel nostro paese: provare a cercare su Google le parole “Mese dedicato alla salute mentale” ci mette davanti ad una realtà in cui il massimo coinvolgimento che si ottiene non è altro che un raccontare ciò che i paesi anglosassoni fanno, seguito poi da messaggi ministeriali che in pochi leggeranno in cui si cerca di ricordare che la salute mentale è tanto importante come quella fisica e che questo dovrebbe essere un concetto assodato quanto anche ovvio, seppure la realtà dimostri tutto il contrario. Sembra posticipato ad Ottobre il momento in cui viene affrontato il benessere psicologico, così come viene definito nella campagna nazionale organizzata dalla Società Italiana Psicologi Area Professionale, costituita nel 1995 per promuovere la psicologia stessa e il suo uso. Lo scopo dell’evento non è però quello di confrontarsi sui disturbi mentali, quanto quello generico di condurre l’individuo a riconoscere e gestire le sue emozioni, come ansia o stress.

Chiedersi il perché su questo aspetto delle nostre vite non ci sia affatto interesse nel nostro paese è più che legittimo, ma la risposta non è purtroppo affatto chiara.

Seppure siano presenti sul web blog di esperienze personali e gruppi sui social media in cui gli utenti cercano di darsi man forte come possono, non esiste nessun luogo fisico o virtuale in cui qualcuno dia un nome clinico a quelle esperienze, in cui lo si dica a voce alta senza pudore e riconoscendo che esistono e vanno trattate. La sensazione è che la nostra di realtà veda solo il verbo fare e poco il verbo essere, limitato a pochi casi che ci permettono di essere visti, amati, accettati, mentre tutto ciò che ne cade al di fuori è perso in un limbo di diffidenza. Chiedere aiuto fa parte di quel limbo e se ci fossero dei numeri da poter studiare, scopriremmo senza dubbio che

solo una piccola percentuale delle persone affette da disturbi mentali si rivolge a professionisti del settore.

Se ci fosse quella realtà perfetta descritta all’inizio, il mese di Maggio sarebbe realmente anche qui un mese speciale, fatto di riflessione, perché ci si possa fermare e cercare di capire cose che abbiamo sempre sottovalutato come la nostra salute mentale. Sarebbe fatto di apertura e di conversazione su un tema che ha oramai perso ogni sua caratteristica di tabù, se non nelle nostre paure; di compassione, perché riconoscere la sofferenza di un altro ci aiuta a guardare con occhi diversi anche alla nostra; di unione, perché il dettaglio più importante che riesce a scaldare il cuore di una persona affetta da disturbi mentali è

comprendere che non si è mai stati soli e mai lo si sarà nel lungo percorso che li conduce alla guarigione.

In copertina: illustrazione di Cecilia Castelli per Cosebelle Magazine, Sito ufficiale | Instagram