Potevo stupirmi eppure no. Quando ho deciso di rileggere Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno, ho condiviso sui social uno scatto del libro e subito dopo ho ricevuto diversi commenti in privato da amiche, lettrici e nostalgiche dell’infanzia che sì, ricordavano perfettamente le giornate di pomeriggio al sole con Prisca ed Elisa. Quello che volevano condividere, infatti, era l’istintivo entusiasmo nel rivedere quel libro, la voglia di raccontare i ricordi più belli legati a pagine del passato ancora impresse nella mente, di illustrazioni ancora così vivide e di letture fatte in un momento della vita in cui ci preparavamo a crescere senza sapere cosa sarebbe accaduto a noi, alle nostre amicizie, ai nostri studi, al nostro corpo. E parlo di commenti e messaggi di amiche e lettrici perché la cosa più bella è stato vedere come ognuna di noi, da città diverse e infanzie differenti, ha comunque un affetto incondizionato per Bianca Pitzorno e le avventure della IV D, un qualcosa che ancora oggi continua a emozionare.

Ascolta il mio cuore! – bisbigliò afferrando la mano di Elisa e premendosela sul petto. – Sta per scoppiare. BUM BUM BUM.

Prisca è una di noi o tutte noi siamo state lei. L’infinita fantasia di una bambina di quarta elementare, il suo cuore così piccolo eppure provato da così tante emozioni, è forse la cosa di cui abbiamo più bisogno per ricordarci perché Ascolta il mio cuore era così avanti con i tempi e perché ancora oggi è un libro da consigliare alle più piccine, per farle sentire meno sole.

Tuttavia diventare grandi è solo uno dei tanti temi che Bianca Pitzotrno affronta in questo libro. Fra i più importanti, infatti, ha sicuramente un posto di rilievo l’amore, quello incondizionato e intenso che solo i bambini sanno provare. La descrizione dello zio Leopoldo, per esempio, può sembrare un modo per mettere in guardia le lettrici sul futuro che verrà, su cosa diventerà l’amore crescendo e dell’incredibile importanza che porterà nelle loro vite.

Mio zio Leopoldo di professione fa il cardiologo. Il cardiologo è un medico che cura il cuore ammalato della gente, e se per un caso un cuore si è rotto, lui lo aggiusta. Mio zio invece i cuori non li aggiusta: lui li rompe, o meglio li spezza. Ma non lo fa apposta però. E poi non li spezza tutti. Solo quelli delle donne giovani e belle.

La maestra Sforza e le ingiustizie che vivono le compagne di classe di Prisca sono altri momenti che fanno battere forte il cuoricino della protagonista, una bambina che parlando con Gabriele si immagina di cambiare sesso per diventare un torero, un pensiero che oggi può nascondere infinite sfumature su chi siamo, noi bambine nel 2018, che continuiamo a voler sognare quello che più piace a noi e meno agli altri. È forse anche per questo che alcune bambine della IV D non sono davvero pronte per fare quel grande passo che sono i due anni di scuola in uno perché l’infanzia è bella e le proprie passioni pure, quindi tanto vale concentrarsi su ciò che più si ama e tentare di tardare ancora di un poco il futuro e l’essere grandi.

In Ascolta il mio cuore, poi, c’è soprattutto lei, la fantasia, la voglia di scrivere sempre e comunque, di interpretare a proprio modo fatti e situazioni e dire la propria senza avere mai paura. I temi di Prisca che occupano diverse pagine sono le mie preferite da vent’anni, sono quelle che ti insegnano a interpretare come vuoi quello che vuoi perché quando hai le parole in mano, tutte le forze le hai tu.

Come sempre, quando c’era da scrivere, si era dimenticata di tutto quello che la circondava e aveva cominciato a riempire il foglio con gran furia. Man mano che scriveva le tornava il buonumore e verso la fine il viso le si illuminò di un sorriso beato.

Ascolta il mio cuore è un libro che ha segnato l’infanzia di tante ragazze della mia età, solo che a volte ce ne dimentichiamo davvero del perché. Poi, però, tra le altre cose è successo che Senza Rossetto ha dedicato il primo podcast della terza stagione a Bianca Pitzorno e quindi involontariamente ci siamo ritrovate tutte lì, con il cuore che batte forte, a voler trascorrere ancora un’avventura con Prisca e Dinosaura.