Per la maggior parte di noi la Tate Modern di Londra è un po’ fuori mano, purtroppo. Allora lasciate che vi porti un po’ a spasso per la mostra Picasso 1932 – Love, Fame, Tragedy, a Londra dall’8 marzo al 9 settembre 2018. Il 1932 è un anno particolarmente intenso per l’artista spagnolo: è già famoso in tutta Europa, la sua vita da bohémien squattrinato è finita. Il successo, la gloria, la famiglia (e l’amante) lo circondano. La tragedia di Guernica deve ancora avvenire, ma già mostri e fantasmi si affacciano nei suoi sogni e nei suoi pensieri. A parte un paio di ritratti del figlio, una crocifissione e qualche natura morta, le donne sono un’ossessione in tutta la mostra.

I mostri, i fantasmi, le donne. La si potrebbe dire una mostra sulle ossessioni di Picasso.

Le donne di Picasso, nel 1932, sono enormi. Hanno nasi lunghi e ingobbiti come miti greci, che dividono in due i loro visi e li trasformano in grossi cuori grotteschi. Hanno la pelle lilla e le ombre lavanda. I colori del Mediterraneo si fanno tessuti di poltrone, vestaglie, capelli.

Le donne di Picasso, nel 1932, sono annoiate. Sognano, leggono, o dormono con un libro sulle ginocchia. Ascoltano il grammofono mezze nude, nel torpore di un sogno surrealista. I loro volumi sono pieni, le forme esagerate, e ci colpiscono, per tutte quelle volte che cerchiamo di nascondere, di camuffare quei volumi realistici e goffi che ci separano dall’ideale. A sfregio di questo, le sue donne fatte scultura raddoppiano nelle dimensioni.

Busto di Donna, dicembre 1931

Le donne di Picasso nel 1932 sono due: la moglie Olga, e l’amante Marie-Thérèse. Sconvolge sempre vedere alle mostre le fotografie dei soggetti delle opere d’arte. Donne normali. Belle sì, ma comunque reali. E per lui sono infatti statue sacre primitive iberiche, forme di vita dove si celebra la vita.

Le donne di Picasso, nel 1932, vivono lentamente, nel castello-atelier in Normandia, o nel morbido appartamento di Parigi. Vivono il silenzio della sua compagnia, forse nel frusciare delle tende, dopo che quello delle lenzuola è terminato. Sono ospiti e al tempo matrone del loro tempo.

Il Sogno, gennaio 1932

Le donne di Picasso, nel 1932, sembrano dei mostri, dei giganti. Dei cetacei muti. Eppure sono onnipresenti. Anche nelle nature morte, tra ciotole, frutta, e drappi, non mancano un profilo altero, un occhio allungato, il tondo di un seno.

Le donne di Picasso, nel 1932, sono dei rinoceronti, dei tori. Di loro puoi vedere tutte le parti del corpo, contemporaneamente. Incollata davanti a Ragazza di fronte allo specchio, mi chiedo:

Cosa vedono gli artisti di noi, che noi stesse non vediamo mai?

picasso specchio