Adolescenza alcolica: coca buton, Invisibile, B52

Drinking pattern creato da Chiara Alasia con canva.com

Coca Buton, Invisibile, Angelo Azzurro, Long Island, Vodka e B52. Se questi nomi vi attorcigliano  lo stomaco catapultandovi nei gloriosi anni 90 allora condividiamo la stessa adolescenza alcolica. Eh si, stiamo parlando dell’imprinting alcolico, di pessimo livello, dei teenagers che si scatenavano la domenica pomeriggio in fumose discoteche di provincia forgiando i propri apparati digerenti per uno sfavillante futuro alcolico. Oggi tutti quei giovincelli sono degli intenditori di vini e cocktail che ordinano Gin Mare con Fentimans o Moscow Mule ma non devono dimenticare ne rinnegare le proprie origini, quando indugiavano in scelte improbabili per fare il loro ingresso nel mondo dei bevitori.

Iniziamo dal contesto

Per comprendere al meglio la sfavillante personalità di questo squadrone della morte  dell’adolescenza alcolica facciamo un balzo nel passato e capiamo dove Coca Buton, Invisibile &Co crescevano rigogliosi. Domenica pomeriggio, dopo un lauto pranzo in famiglia, si partiva agghindati di tutto punto per andare a scatenarsi in disco. Orde di quindicenni si accalcavano su treni e pulmann per raggiungere il luogo di piacere e perdizione. Ingresso ore 15:00, ma prima bisognava scaldarsi un po’. Tappa al baretto popolato da anzianotti in modalità amaro per degustare la prima delizia: vodka alla menta o fragola o melone per i più esotici. Bicchierino thumbler, niente ghiaccio, nessun orpello. Alla goccia. Pronti per entrare.

Adolescenza alcolica disco anni 90

Credits: Canva.com

 Coca Buton

La prima consumazione era inclusa. Bisognava darci dentro per ottimizzare i tempi e assaporare qualcosa di forte che assolvesse immediatamente il compito dell’acolico: stordire. Non indignatevi, stiamo parlando di adolescenti novizi della mixologia che associavano basicamente alcol a sballo e il cui obiettivo era ottenere un rapido risultato. Il re della prima scelta dell’adolescenza alcolica era senza dubbio lui, il Coca Buton. Un liquame verde servito nudo e crudo in bicchierone di plastica. Una bomba di arroganza alcolica capace di brasare all’istante papille e desideri. Avete presente la viscosità e la potenza dell’Idraulico liquido che può liberare anche la tubatura più intasata? Bene, avete colto l’essenza del Coca Buton. Anche sforzandomi non riesco a ricordarne il sapore, le note, gli aromi. Ciò che mi ha lasciato è esclusivamente la sensazione di fuoco e incandescenza lavica che dilatava il mio tubo digerente.

Ah, quanti ne ho bevuti. Faccio fatica a crederci. Non aveva assolutamente nulla di piacevole se non la certezza dell’essenza alcolica e lo charme proibito dell’essere addirittura un distillato di alcol e foglie di Cocaina.

La scelta irreversibile: l’invisibile

La musica pompava violenta, i ciuffi imbalsamati in kg di lacca per svettare sopra la cappa di fumo danzavano feroci ed arrivava il suo momento. L’invisibile, un cocktail creato esclusivamente per tramortire i protagonisti dell’adolescenza alcolica. Quattro distillati incarogniti, uniti senza poesia, in parti uguali per generare un mostro, candido come l’acqua ma pericoloso come un black mamba. Tequila, Gin, Vodka e Triple Sec per una botta epica. Il sapore lo ignoro, probabilmente magma e misantropia. La memoria selettiva ha lavorato bene nel preservarmi dal ricordare ma ho la certezza di aver ordinato e trangugiato più volte l’Invisibile mostro (e l’ho anche riproposto in bagno altrettante). Quando si sceglieva l’invisibile la strada era segnata. Vampate, risate isteriche, secchezza delle fauci, performance sul cubo, limoni duri con personaggi improbabili e fastidio viscerale.

adolescenza alcolica l'invisibile

Credits: Canva.com

Angelo Azzurro e B52

Volendosi dare un tono c’erano due scelte più delicate per l’adolescente alcolico. L’angelo azzurro o Bomba blu, il cui colore donava esoticità e savoir faire alla bevuta, e il B52, vera creazione artistica a 3 strati a cui il barman dava anche fuoco rendendo palpabile l’ingresso nel mondo degli adulti. L’angelo mixava Gin, Blu Curacao e lime, nel caso in cui il barman fosse clemente. Sapore tagliente e botta dirompente.  Cercando di ricordare il sapore mi viene in mente solo l’antigelo e credo che l’associazione sia molto centrata.

adolescenza alcolica angelo azzurro

Credits: Canva.com

Il B52 faceva leva sulle note del caffè con liquore al caffè, Baileys e Grand Marnier. Decisamente il migliore a livello palatale tra i suoi compagni ma anche più debole quanto a poter sballico.

Assenzio

Qualche bulletto si avventurava anche in un’alternativa verde, più scenografica del petrolio Coca Buton ma altrettanto crudele. L’assenzio. Alcol puro travestito da liquore ceco servito facendolo colare su uno zuccherino che veniva infuocato e che andava mangiato (con tanto di particelle volatili pericolosissime) prima o dopo aver anche aspirato i fumi di combustione del liquore con una cannuccia (operazione giga ultra dannosa per i polmoni per altro). Bere l’Assenzio era di per sé una prova di coraggio. Se si usciva indenni dalle fiamme (non dimenticate il quantitativo di lacca di cui il teenager anni 90 era equipaggiato) e dalle esalazioni, l’ustione interna creata dal drink sfiancava il fisico lasciando un segno indelebile per almeno 25 minuti. Orecchie che fischiavano, gote cremisi, asma a tratti, singulti e lacrima a fior di palpebra.

Ma qualcosa di valido?

Tra tutti qualcosa di salvabile c’era però. Il Long Island. Questo simpatico cocktail con radici americane si faceva scegliere dai 17/18enni, manteneva l’arroganza dei fratellini con le sue 5 basi alcoliche (tenete presente per la mixologia identifica in 2 il numero perfetto delle basi), ma si presentava con un sapore decisamente più amabile. Sciroppo di zucchero e succo di limone andavano infatti ad ingentilire la spigolosità di Gin, Vodka, Tequila, Rhum Bianco, Triple sec. Se si era fortunati si otteneva anche una spruzzata di cola che rendeva il tutto quasi una bibita da sorseggiare con nonchalance dimentichi della pura funzionalità del drink. Se creato da sapienti mani questo cocktail può essere attualizzato ai giorni nostri dall’adolescenza alcolica con grandi risultati.

Non rinneghiamo il passato

A pensarci ora, con l’esperienza e la conoscenza del magico mondo della mixologia mi si accappona la pelle all’idea di queste bevande ma devo ammettere che al tempo soddisfacevano al meglio la domanda di giovani bullette come me che si affacciavano sul mondo dell’alcol. Non rinneghiamole. Anzi, quasi, quasi, se trovassi qualche locale che ha ancora una bottiglia impolverata di Coca Buton lo proverei volentieri, giusto per capire che sapore ha (perché se l’hanno prodotti per anni credo non fosse solo per innaffiare l’adolescenza alcolica di giovani sbarbatelli).

Cheers!!! Dancing with an angel, oh oh oh… All that she wants..