Di solito sono una persona con una memoria estremamente solida. È molto raro che qualcuno mi dica qualcosa e che io lo rimuova completamente. È molto raro che io ripeta delle cose senza ricordare di averle già dette a quella determinata persona. Succede un po’ più spesso negli ultimi tempi perché ci sono volte che faccio quattro cose contemporaneamente (una può essere scema come scrollare Instagram, mannaggia a me) e quindi mentre tento di tenere tutto insieme, capita che qualcosa di quel tutto si perda. Quando succede mi sento giù perché non è da me. Non è da me dimenticare.
Per scrivere di questa Cassettina di settembre quindi ho fatto la mossa tattica di andarmi a rileggere le cassettine degli ultimi due settembre (in realtà quella dello scorso anno era il disco nuovo dei The National) per evitare di fare come tuo nonno che ti racconta di quando giocava con i suoi amici a mosca cieca sul ponte e tu quella storia la hai sentita già mille volte. Avevo già scritto infatti di come il mood legato a settembre fosse una specie di blend che, volente o nolente, mi travolge a ridosso del primo del mese. Per cui non lo ripeterò. In realtà anche quest’anno mi sono ritrovata a gestire momenti in cui quella sensazione era così chiara e nitida da stupirmi di quanto un’emozione possa essere davvero così ben bilanciata e perfettamente definita. Come un martini ben miscelato, come una fragranza bilanciata nelle sue note aromatiche. Quella cosa lì, quella sensazione lì, precisamente.
Ma quello che di nuovo c’è in questo settembre, e forse (il meteo sapete che conta parecchio nella creazione di queste playlist e queste righe) dipende da questo caldo, da questa cosa che è diventato settembre quest’anno. Un’estataccia appiccicosa, sbiadita, umida e anche un po’ sfiancante ma che non voglio lasciare andare perché di tempo con i golfini ce n’è quanto vi pare. Forse per questo la Cassettina di settembre non ha quelle classiche note decadenti. Stavolta mi sono detta non cascarci. Non fare quella che si crogiola nelle solite domande capitali tipicamente settembrine. Forse perché stavolta non devo star lì a immaginarle, sono belle che definite. Chiare. Inevitabili. Per cui l’unico modo per affrontarle è rispondere. Per cui anche per questo forse mi sono detta mollala lì con sti mi si nota di più o con i piantini passeggiando. Anche perché con il caldo si piange male, manca l’aria, si suda e ci si gonfia tutti e poi è un casino, soprattutto se lo fai mentre cammini (stiamo calmi, c’è tutto ottobre per farlo).
Datti un tono, che poi chissà quanto tiene. Prova a tenere tutto e se poi perdi qualcosa, pace, succede a tutti. Non sono abituata a questa accettazione che può succedere di perdere qualcosa, di dimenticare, di sbagliare. Pensavo che si sarebbe rotto tutto per sempre, che poi per tutti saresti stata quella lì. Quella che ha perso un pezzo, che si è dimenticata. E invece no, la gente è come te, perde i pezzi e dimentica. Anche io sono così e la sensazione, nuovissima, è quella di riuscire a dormire lo stesso. Sbaglio e non mi ritrovo con gli occhi sbarrati di notte perché non riesco a prender sonno. Dormo anche su quel libro che dovrei finire, e buonanotte anche al senso del dovere. E la cosa più pazzesca è che mentre non stai con l’ansia di non sbagliare e di ricordare tutto, tutto accade lo stesso. Rispetti gli appuntamenti, ti ricordi di telefonare al dentista, scrivi gli articoli che devi scrivere, prendi i treni.
Che il segreto per fare le cose (serenamente) sia quello di sapere che si può sbagliare?
La Cassettina di settembre mescola volutamente pezzi usciti da poco con pezzi che semplicemente ci stavano bene, che avevo voglia di ascoltare, che mi davano quella pace, che ho scoperto per caso anche se sono usciti due anni fa. Forse settembre è il mese più anarchico di tutti perché può fare finta di essere tutto. Estate, autunno. Il vero inizio dell’anno ma può confermare il tuo alibi fino a dicembre. Malinconico perché finisce qualcosa ma felice perché fuori c’è ancora la luce e puoi rubare un sacco di bagni e di pantaloncini corti. Forse a settembre gli voglio davvero bene, forse è proprio il mio mese.

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La copertina della Cassettina di settembre 2018 è di Veronica Alessi.