Dichiaro sin da subito di essere una fan di Wes Anderson. Avevo già scritto di lui come regista di pubblicità su Cosebelle qualche anno fa. (Tuttavia se mi state immaginando come una che vive in un mondo di colori pastello, beh, vi sbagliate, anche perché il colore “ufficiale” di Wes, si sa, è il giallo.)

Il mio film preferito è “Fantastic Mr Fox” e adoro il Giappone e per queste ragioni temevo che questo film, il suo secondo di animazione in stop motion, ambientato appunto nel Giappone del futuro, sarebbe potuto essere il suo capolavoro o mi avrebbe deluso, per cui ho tenuto il livello di aspettative basso. Inoltre il set principale è un’isola di spazzatura popolata da cani randagi, quindi niente styling perfetto, niente fotografia da Instagram, niente vintage, insomma niente di tipico “andersoniano”.

L’ho atteso, però, questo film e ho un po’ atteso Wes Anderson al varco, per vedere se anche questa volta mi avrebbe conquistata.

Il suo stile di regia nel film è molto riconoscibile, il famoso parallelismo di cui si è tanto parlato, la narrazione, la divisione della storia in capitoli, l’attenzione smisurata per i dettagli. La sua estetica si ritrova soprattutto nelle scene “giapponesi” quelle fuori dall’isola, all’interno dei ristoranti, delle case, nei templi, nei teatri (quale cultura migliore di quella giapponese per raffigurare la bellezza e celebrare il senso estetico?!).

Non manca inoltre il solito “clan” di attori-amici che lavorano quasi sempre con lui (Edward Norton, Billy Murray, Tilda Swinton tra gli altri) e new entries come Yoko Ono e Greta Gerwig.

Il film racconta le avventure di Atari, un ragazzino di 12 anni, nipote del “cattivo” della storia (ma non dimenticate che “i cattivi, non sono cattivi davvero” – cit. – nei film di Wes Aderson ): Kobayashi, sindaco della città di Megasaki.

Kobayashi e la sua lobby di amanti dei gatti, tamite un decreto, ha bannato tutti i cani su quest’isola di spazzatura, accusandoli di essere colpevoli di un’epidemia di febbre canina che minaccia la salute degli uomini. Atari volerà lì, con un aeroplano di fortuna, alla ricerca del suo cane bodyguard. Lo aiuteranno nell’impresa una banda di cani che abitano sull’isola e che ammireranno il coraggio del ragazzino, unico umano ad essersi spinto fin lì per amore del suo cane. Si tratta di “Alpha Cani” con nomi come “Boss” e “King” che rimpiangono la loro vita da “migliori amici dell’uomo”, sentono nostalgia dei loro padroni, dei croccantini, delle carezze, del lancio del bastoncino da riportare al padrone, più un cane randagio che quel tipo di vita e la figura del master ha sempre disprezzato. Lui – Chief:

Come promesso, non vi anticiperò niente sulla trama che non possiate già trovare nel trailer o altrove online.

Anderson, in questo film affronta temi di attualità politica e sociale, e, probabilmente, questo è il suo film più politicamente impegnato. La manipolazione delle masse, le “fake news”, l’emarginazione del diverso, il complottismo e la tendenza a mettere in dubbio la scienza e a manipolarla in base ai propri scopi politici.

Ma, visto che siamo nel mondo di Wes, il film ha un messaggio positivo e parla soprattutto di amicizia e di umanità rimaste vive nel bambino samurai- Atari, negli animali e nei giovani studenti del movimento “pro-dog”. Ovviamente Anderson racconta tutto a modo suo, a mo’ di favola, con omaggi alla cultura giapponese e alla sua mitologia, con poesia e ironia, facendoci sorridere e anche un po’ commuovere (soprattutto se avete un cane, capirete a cosa mi riferisco).

Il film l’ho trovato bello e speciale (soprattutto se pensate a come è stato realizzato – vedi più sotto), a essere severi forse troppo autoreferenziale nello stile come se Wes parlasse soprattutto a quelli che lo amano e che sia spettano esattamente questa roba qui da lui, non che mi dispiaccia, eh, perchè ancora una volta Wes Anderson riesce a fare benissimo Wes Anderson, alzando il suo standard di perfezionismo estetico.

Fantastic Mr. Fox, resta comunque il mio film preferito, ma a questi cani qui, un po’ mi sono affezionata.

P.S. Se siete curiosi di vedere com’è stato creato il film e i personaggi, il lavorone che ci sta dietro insomma, guardate il video qui sotto: molto affascinante.