Sono moltissime le persone che negli ultimi anni stanno scegliendo uno stile di vita gluten free, pur non essendo celiaci, con l’idea che questa abitudine possa essere salutare per tutti.

In molti casi è una scelta “di moda”, favorita e supportata da sportivi, modelle e attrici che dichiarano pubblicamente di seguire una dieta senza glutine e trarne benefici. Questo ha fatto crescere enormemente il mercato dei prodotti senza glutine nel mondo rendendoli reperibili per tutti molto più facilmente rispetto a qualche anno fa. Basti pensare che in questo momento i dati di vendita mostrano che un prodotto senza glutine su tre è venduto ad un non celiaco.

Si è passati così da una cura (perché l’astensione dal glutine è l’unica terapia per la celiachia) ad una moda che non porta un reale vantaggio alla maggior parte delle persone che la stanno seguendo.

Chiariamolo subito:

mangiare senza glutine non apporta benefici alla nostra salute, né ci sono studi che abbiano riscontrato che una alimentazione senza glutine porta ad un minore rischio per le patologie.

Il miraggio del dimagrimento

Spesso questa scelta è dettata dall’idea del dimagrimento, ma anche in questo caso mi trovo a dover smentire. Pensare di dimagrire con i cibi senza glutine industriali (biscotti, cracker, grissini…) è improbabile visto che contengono una quota maggiore di grassi saturi nel loro profilo nutrizionale. Senza dimenticarci che sono spesso molto più cari.

Se si vuole dimagrire bisogna bilanciare i nutrienti della nostra alimentazione e distribuirli correttamente nei vari pasti della giornata, indipendentemente che siate celiaci o meno.

campo papaveri orzo glutine

Orzo e papaveri, photo credits: Photo Icarus – via Flickr

I lati positivi

La dieta senza glutine può avere un effetto benefico sulla riduzione del gonfiore addominale transitorio dovuto alla digestione. Questo perché il glutine è una proteina vegetale difficile da digerire che crea una massa viscosa ed elastica che a volte può appesantire o dare la sensazione di “pancia gonfia”, soprattutto nelle persone che già soffrono di digestione lenta.

Inoltre se da una parte comprare una confezione al supermercato con la dicitura “gluten free” non è più salutare, dall’altra conoscere nuovi cereali senza glutine può essere un vantaggio per la nostra varietà alimentare. Sperimentare cereali o pseudocereali senza glutine come la quinoa, l’amaranto, il miglio può essere utile a diversificare ciò che compriamo e portiamo in tavola.

mais pannocchia senza glutine

Cooked Yellow Corn on Cob, photo credits: Michael Dorausch – via Flickr

E se fossi celiaco?

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine che è una componente proteica presente nel frumento, nel farro, nell’orzo e nella segale. Si stima che l’1% delle persone non è in grado davvero di digerire il glutine. In questi casi si attiva il sistema immunitario che risponde rifiutando il glutine e danneggiando l’intestino.

Se avete il dubbio di essere celiaci perché presentate alcuni dei possibili sintomi (dolore e gonfiore addominale, stanchezza, carenza di ferro, diarrea e/o perdita di peso) basta chiedere degli accertamenti al proprio medico curante.

Si comincia con un semplice esame del sangue in cui si cercano degli anticorpi specifici e solo se da questo esame c’è un sospetto di celiachia si passa ad un’indagine più approfondita e alla diagnosi vera e propria con la biopsia del duodeno (il nome è spaventoso, ma vale la pena avere una diagnosi certa!). Grazie ai risultati della biopsia intestinale sarà possibile ottenere l’esenzione per l’acquisto gratuito dei prodotti senza glutine.

L’informazione corretta e da divulgare è che il glutine danneggia i celiaci, non danneggia tutti.

 

Illustrazione di copertina di Andy McFly per Cosebelle Magazine: Behance | Instagram | Facebook