A mettere insieme questa Cassettina me lo sarò chiesta un milione di volte: «Ma come ha fatto Giulia Cavaliere a scegliere queste 80 canzoni?» E lei – vecchia conoscenza di Cosebelle Magazine risponde così «Non ne ho inserite tantissime che avrei voluto e per un motivo o per l’altro non sono entrate. Una che ho scritto ma poi non siamo riusciti a includere per motivi di tempo è stata Amore sordo di Colapesce, un pezzo piccolissimo ma che si spalanca su alcune scelte musicali e liriche importanti e di cui sicuramente avrò presto modo di parlare. Il bello di presentare il libro in giro è che riesco a parlare di queste canzoni inserite nel libro ma pure di tante altre che non ci sono finite dentro».
Perché “Ogni scelta è una rinuncia” come dice Dente in Finalmente (dallo stesso di disco di La Presunta Santità di Irene, presente in Romantic Italia e in questa Cassettina). Scegliere è difficile, e io non sono un asso in questa materia. Finisce sempre che temo di pentirmene e quindi temporeggio, rimango nel limbo. A volte esagero e faccio che le situazioni, il tempo, lo facciano per me. Per poi finire a non essere mai contenta. Questo lo ho imparato, non affidarsi troppo, non dare per scontato che il risultato sarà come lo volevi (ho adottato questa tecnica: se anche un pelino una cosa ti dà più fastidio che piacere, anche solo per un 51%, allora la scelta giusta è l’altra).

Giulia Cavaliere ha scelto le canzoni d’amore che più le piacevano, che trovava più identificative della storia della nostra canzone moderna, diciamo così, e ci ha scritto su un libro: Romantic Italia, edito Minimum Fax. È qui che ci racconta come sono nate, chi suonava che cosa. Ma non fraintendete, questo libro è tutto fuorché un Forse non tutti sanno che della Settimana Enigmistica. È una sorta di diario, di raccolta, dove l’amore – in tutte le sue forme: iniziato, finito, sognato, singolo, di coppia, multiplo, adultero – è protagonista. E le canzoni d’amore non sono mica facili. Certo, cantare l’amore è forse la cosa più ovvia, ma non è affatto facile. Non è facile per noi riascoltarle, figuriamoci scriverle senza sentirsi banali, ridicoli, già sentiti. Certe volte, quando dalla radio all’improvviso parte una certe canzone (ma anche un’altra o un’altra ancora) mi chiedo: ma lui, quell’altro, lo sa dov’eravamo quando la ascoltavamo insieme? Se lo ricorda? Avrà quel l’esatto frame in testa quando partono quelle note? È lo stesso motivo per cui se mi piace una canzone cerco di non ascoltarla troppe volte, per non sciuparla troppo. Poi non sarebbe più una colonna sonora di un momento, diventerebbe quella di quando ero innamorata di lui ma anche di quando andavo in palestra o in macchina verso l’ufficio.

Per lo stesso motivo ho scelto queste canzoni eliminando quelle che più avevano a che fare con il mio cuore. Perlomeno la parte più profonda. Avrei finito per ascoltarle troppo e volte, per capire dove cacciarle, se ci stava meglio prima una e dopo quell’altra.
L’amore è quando non fatico a scegliere. Viene spontaneo, e così è per le canzoni d’amore.

Romantic Italia è come una Cassettina. Non è un caso infatti che Giulia con le compile abbia un rapporto particolare. «Ho iniziato a fare compilation registrando canzoni dalla radio quando avevo 10/11 anni, di quelle in cui ogni canzone era senza l’inizio perché dovevi realizzare cosa fosse e poi premere rec, e che poi finiva con il dj che entrava, spesso brutalmente, mentre tu volevi solo ascoltare la fine del pezzo. Da allora ne ho fatte tantissime e, devo dire, tantissime ne ho ricevute. Ho avuto un fidanzato che mi faceva dei cd straordinari, disegnava, oppure stampava e colorava poi, delle copertine concepite da lui. Metteva in piedi dei veri spettacoli musicali in formato playlist per narrarmi di momenti o fasi della sua vita che io non avevo conosciuto. Per esempio ne aveva fatta una che si chiamava “Ogni adolescenza coincide con la guerra” e dentro c’erano pezzi che lo avevano fatto impazzire appunto quanto era stato adolescente. Ne ho anche donate molte, la musica è sempre stato il mio modo di parlare, mi sono sempre avvalsa di questi mondi altrui per dire cose che da sola, probabilmente, non mi sentivo in grado di dire con tanta precisione, usando cioè le canzoni che sembravano amplificare esattamente il mio sentire. Ne ho fatte di ogni tipo, una volta una bizzarrissima con 16 canzoni dei Beatles, 4 per ogni stagione, scelte in base a mie sensazioni sinestetiche, diciamo. Per esempio Girl era autunnale, For no one perfetta per l’inverno, e così via. Si chiamava “Beatles fo(u)r seasons”».

Romantic Italia è una playlist di canzoni bellissime che magari conosciamo a memoria senza mai avere scelto di ascoltarle veramente. Fanno parte della pre-musica, come Giulia definisce quella fase della vita in cui immagazziniamo note e parole che per noi non hanno senso, che ascoltiamo passivamente ma che poi ci ritroviamo fissate nella nostra memoria musicale e nella nostra formazione culturale. È lo stesso motivo per cui certe volte mi rendo conto di conoscere certe canzoni di Battiato (o di Conte o di Guccini o di altri) da sempre, da quando non sapevo nemmeno cosa fosse un centro di gravità permanente.

Chi è fortunato la musica, e l’amore, la impara presto. E hanno entrambi il difetto di attaccarsi dappertutto.

La Cassettina di novembre evidentemente è dedicata alla musica d’amore italiana ma soprattutto a questo libro da sfogliare e da piluccare come si farebbe con una ciotola di ciliegie. Ci sono canzoni dell’altro ieri e ci sono canzoni che fanno parte della mia pre-musica, che ho riascoltato con attenzione soltanto di recente e mi sorprendo delle cose che dicono (Wanda la conosco da sempre, ma chi se ne era accorta che parlava di una sorta di camporella en plain air?). Com dicevo, ho scelto di non mettere alcune di quelle in cui il cuore si sente di più, ho preferito raccontare l’amore in maniera più lieve. La fortuna è che le parole si possono sempre scegliere. Che poi l’amore dopotutto non è proprio così?

Ci saranno altre cassettine, o un volume due di Romantic Italia. Premete play.

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Le altre Cassettine le trovate qui.

La copertina della Cassettina di novembre 2018 è di Bea Tondo Longo.