Non lo so come mai, ma questo mese d’agosto e quindi queste ferie che stanno per iniziare hanno un gusto strano. Sarà forse una sensazione, le persone che mi hanno circondato in questi mesi, o la semplice stanchezza con cui sono arrivata a questi ultimi giorni. Sta di fatto che se devo pensare a una sorta di immagine, di momento che dipinge questa estate ce l’ho ben presente. E non si tratta di quelle classiche cose (con cui vi ho ammorbato un sacco in queste Cassettine, tra l’altro) da aperitivo sulla spiaggia, da far della sera, tramonto, #goldenhour, insomma quella roba lì che identifica inevitabilmente l’estate, così come l’afa e il ventilatore puntato – lo stesso che ho io in questo momento.

C’è un’immagine chiara per questa sorta di pausa da tutto quello che è stato e quello che sarà, quel varco di estate vera, l’unico, che ti fa ancora pensare che questa è la stagione più bella perché il problema è viverla in città, con i marciapiedi che scottano e con le zanzare che ti fanno dormire male e il giorno dopo in ufficio sembri quella che ha fatto le nottate matte e invece era solo prurito diffuso. C’è un’immagine che ho in testa per dipingere questo mese, la vera estate di noi ormai diventati adulti, gli stessi che odiano quando nevica e che odiano il caldo. E questa immagine è quella che mi sono immaginata mentre ascoltavo questi dieci pezzi messi insieme per questa Cassettina di agosto. Siamo noi che torniamo a casa una sera, di ritorno da una festa, da una di quelle serate che si fanno perché a volte ci ricordiamo che sì beh insomma si può ancora stare dove non si sente cosa ti sta dicendo quello seduto a venti centimetri da te, si può addirittura abbozzare un ballo, un paio di mani alte sulla testa, si può ancora prendere uno di quei cocktail un po’ cafoni, colorati, dolciastri, fatti male.

Si può ancora fare tutto questo perché sappiamo che a un certo punto torneremo a casa.

Si può ancora fare tutto questo perché sappiamo che a un certo punto torneremo a casa. E quando torneremo a casa sarà piacevole tornare ad ascoltare quello che scegli di ascoltare tu e non la playlist coatta del locale dove stavi. È che in quelle due settimane d’estate vera che sono concesse a noi tutti si è un po’ pigri nello scegliere, ci si lascia andare un po’ di più. I nostri ascolti sono comunque il risultato dei mesi precedenti, tra radio accese ovunque e aperitivi nei locali per provare a respirare un po’, matrimoni e feste di compleanno e djset post concerto. E quindi sì, ce le scegliamo noi quelle 10 canzoni della Cassettina di agosto, ma in realtà le hanno anche un po’ scelte gli altri (un po’ come quel discorso sul golfino azzurro che fa Maryl Streep ad Anne Hathaway ne Il Diavolo veste Prada). Ecco quindi che c’è il pezzo rock (il genere più sacrificato d’estate), un rimando al dancefloor che abbiamo abbandonato senza prestare troppa attenzione ad aver salutato tutti, un po’ di struggimento e un po’ di frivolezza estiva, che sia un bel pezzo con ritmi perfettamente afosi e caldi o che sia il tormentone che continui a dire agli amici che non ti piace ma che poi conosci a memoria e ascolti in sessione privata di Spotify.

Insomma la Cassettina di agosto è qui sotto e come sempre basta premere play.
Buona lenta passeggiata verso casa in piena notte. Buone vacanze.

__

Le altre Cassettine le trovate qui.

La copertina della Cassettina di aprile 2018 è di Elena Palma.