“Ogni bambino è magro e paffutello a modo suo.
Un po’ più lungo, un po’ più minuto.
Ogni bambino preferisce sentirsi avvolto e stretto dall’abbraccio dei primi vestitini, oppure, sentirsi libero di sgambettare senza costrizioni.
Ogni bambino non ha due, quattro, sette o quindici mesi come gli altri, né una taglia come gli altri.
Ma soprattutto… non è una taglia.
Ogni bambino è unico e non deve essere misurato.”

Tredici mesi di vita di mio figlio non sono ancora bastati per riuscire a memorizzare – periodicamente – la sua taglia, l’altezza in centimetri, il peso (richiesto rigorosamente in grammi, ma poi perchè?!) e il suo numero di scarpe. Quindi, oltre ad evitare come la peste discorsi a tema crescita con altre mamme costantemente (troppo) informate, mi ritrovo ad avere cassetti traboccanti di indumenti troppo grandi o sempre troppo piccoli. La scusa potrebbe essere che effettivamente questi valori in un solo anno di vita di un bambino cambiano davvero troppo velocemente e che la mia mente di mamma degenere si rifiuti di occupare spazio con dei dati che di lì a qualche settimana dovranno essere inesorabilmente aggiornati (Ok, è una scusa poco valida, lo ammetto!). Finalmente però, è arrivata una super donna ingegnosa a facilitarmi/ci la vita: Antonella La Spada, che per necessità ha brevettato un prodotto unico e innovativo per i più piccini capace di ovviare a problemi di taglia e a molti altri. Scoprite nell’intervista per Bello&Fatto A Mano, il suo progetto Zàcchete. E, soprattutto, sosteniamo la campagna di crowdfunding lanciata su Ulele!

BELLO&FATTO A MANO – Illustrazione di Mariachiara Tirinzoni

Zàcchete: il nuovo body che cresce con il tuo bambino

“Zàcchete: voce imitativa d’un colpo rapido e preciso.”  Ciao Antonella, ci racconti il tuo progetto dal nome così originale?
Zacchete è un nuovo body intimo per neonati con una chiusura speciale. È un body che veste su misura il bambino, che non stringe e non tira sul pannolino. Un body che aiuta genitori e nonni a gestire meglio il ‘cambio pannolino’. Un body utilizzabile più lungo, perché veste per 3 taglie. Un body più facilmente utilizzabile con i lavabili. Un body che aiuta i bambini verso l’autonomia, perché possono finalmente vestirsi e svestirsi da soli. Al posto della classica allacciatura con automatici a pressione Zàcchete presenta una più comoda chiusura in morbido velcro regolabile. Inoltre la chiusura sul cavallo è stata spostata sulla pancia. Insieme queste due semplici caratteristiche fanno sì che le operazioni di cambio siano più semplici ed immediate. Il nome infatti nasce proprio dall’immediatezza del gesto e dal termine che normalmente utilizzo con i miei figli per dir loro che qualcosa di rapido sta per accadere (a loro di solito!).

Di recente avete lanciato una campagna di crowdfunding su Ulule. Di cosa si tratta?
Sì, la novità di questi giorni è il lancio della campagna di crowdfunding su Ulule: fino al 31 ottobre permetterà di prenotare a prezzi scontati i body. La campagna ha l’obiettivo di raccogliere prevendite per poter dare avvio alla mia vera prima produzione. Ho fissato un numero non troppo elevato che per me è anche simbolico: 50. Come la prima misura di partenza dei body (la S) e come la lunghezza media di un neonato alla nascita. Sperando che sia di buon auspicio per la crescita del mio terzo figlio… il neonato Zàcchete!

Zàcchete, essendo un progetto nato in ‘corsia’ è particolarmente vicino ai bambini in ospedale. Per questo motivo ha deciso di sostenere due grandi istituzioni ospedaliere: L’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova e l’Ospedale Dei Bambini Buzzi di Milano. Attraverso le collaborazioni solidali avviate con il Gaslini ONLUS e ad OBM ONLUS, Zàcchete contribuisce alla raccolta fondi a favore di progetti dedicati a due reparti ‘speciali’: la Rianimazione Neonatale Pediatrica dell’Istituto Gaslini ed il Reparto di Terapia Intensiva e Patologia Neonatale dell’ospedale Buzzi. Qui vengono ricoverati i neonati più bisognosi, prematuri o affetti da patologie che richiedono monitoraggi specifici e cure intensive.

Cosa ti ha spinto a ideare questo capo che ad oggi è già un prodotto brevettato?
Zàcchete è un progetto nato per necessità. Nasce infatti insieme alla mia secondogenita che si è dovuta sottoporre a ripetuti esami diagnostici. Durante tali esami non le era consentito utilizzare metallo, pertanto non poteva indossare i classici body intimi con automatici a pressione. Ho cercato in commercio soluzioni differenti senza trovarle. Allora ho pensato di ovviare al problema semplicemente eliminando gli automatici e cucendo al loro posto un pezzetto di velcro. Ovviamente il risultato non era molto convincente e così, insieme a mia mamma sarta, ho cominciato a studiare una soluzione più funzionale, che coniugasse anche altre potenzialità del velcro.

Ti sei trovata a frequentare strutture ospedaliere con reparti dedicati ai più piccini: pensi ci siano altre cose da ripensare a misura di bambino -e/o di genitori- che attraversano fasi della vita così delicate?
Sicuramente sì, ma non saprei individuarle… altrimenti le brevetterei subito! Comunque al di là degli oggetti, penso che prima di tutto andrebbero ripensati gli spazi messi a disposizione per genitori e bambini. I luoghi ospedalieri sono pensati e costruiti per essere efficienti ed efficaci da un punto di vista ‘medico’ senza tenere in considerazione lo spirito con cui mamme, papà e bambini vivono quello spazio. Spostare il punto di vista sarebbe importante.

Zàcchete: il solo body che veste su misura con qualità sartoriale

Il tuo body allungabile è disegnato in un piccolo studio di Milano e confezionato in una sartoria lombarda solo con materiali tracciabili e di altissima qualità. Quanto pensi sia importante nel tuo progetto la sostenibilità e il Made In Italy?
Il progetto, come dicevo, è nato per la mia bambina e cresciuto con lei. La scelta di tessuti e materiali non poteva che ricadere su materie prime di ottima qualità, morbide ed ecologiche. Credo fortemente nella capacità dei nostri artigiani e nella qualità del loro lavoro. Per questo ho scelto i fornitori personalmente, conoscendoli, parlando con loro e toccando con mano tutti i materiali. Anche per una questione puramente logistica il progetto non potevano che essere made in Italy.

Pensi di ampliare con altri pezzi il tuo progetto?
Certo e… non vedo l’ora! Inizialmente il progetto è nato immaginando vari colori, disegni e grafiche, tanto che la prima persona che ho coinvolto è stata proprio un’amica illustratrice. Ne sentivo il bisogno per dare una prima forma al progetto. Però per poter cominciare ho dovuto semplificare e semplificare ancora. Mi sono concentrata sull’essenza del progetto e sul modello abbandonando le prime spinte creative. Ma ho una gran voglia di disegnare tutto quanto ancora non sono riuscita a fare e a crowdfunding concluso, se tutto procederà come spero, potrò concentrarmi su una nuova linea ‘moda’.

La storia di Antonella, mamma e architetto

Nella tua bio ti descrivi come architetto e mamma, hai mai trovato difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia? E cosa ne pensi del fatto che molti architetti, oggi, si trovino a svolgere professioni anche non vicinissime a quella per cui hanno studiato?
Mi descrivo come architetto e mamma, ma dovrei forse più onestamente descrivermi come mamma ed architetto. Mi spiego meglio. Come altre professioni, quella dell’architetto è totalizzante e passionale. In un certo senso posso dire di aver sposato l’architettura e per un certo tempo è stato un ‘matrimonio’ soddisfacente… poi è nato il mio primo bimbo! Ho scoperto un nuovo amore e la mia professione è divenuta ‘solo’ un lavoro… Credo che in qualche misura questo sia quello che succede anche a molti altri colleghi. Capita che la professione ad un certo punto, per motivi personali o professionali, deluda, allora per non tradire se stessi si cerca un altro ‘amore’, un’altra professione, un’altra passione.

Ed infine la nostra domanda di rito: qual è la tua cosabella?
Accidenti che domanda difficile! Comunque credo che la mia cosabella sia la perseveranza, anche se poi qualcun altro in famiglia la chiama ostinazione!

__
Photo Credits: Antonella La Spada – Zàcchete
Zàcchete è anche su Facebook e Instagram
Scopri tutti i post di BELLO E FATTO A MANO su Cosebelle Magazine | Cover by Mariachiara Tirinzoni