Scorrere per la prima volta il profilo Instagram di Liana Zanfrisco mi ha sconvolto. Così tanto da ritrovarmi più volte al giorno a sfogliare la sua gallery. Sarà che oggi trovare un’artista che non ritragga mondi sognanti dai colori pastellosi e dal sapor di zucchero filato è impresa assai ardua. Ma l’incontro con la sua arte, per me, è stata davvero un’esperienza turbolenta, una sensazione scottante da cui non riesco a non essere attratta.

Courtesy Liana Zanfrisco

In ogni suo disegno ho trovato e provato inquietudine. Quell’inquietudine che forse fa rima con vita. Tutto, sin da subito, mi è sembrato così crudo, vero, reale. Come una porta sbattuta in faccia. Come guardarsi allo specchio .Intuizioni, segni, forme per chi non accetta più le mezze misure, per chi non ha paura di lasciarsi andare, cadere. E rialzarsi ancora

Il potere del disegno. Intervista a Liana Zanfrisco

Lavori ogni giorno per riportare il disegno a categoria artistica indipendente non esclusivamente preparatoria per altre arti. Partiamo quindi dalle basi: come si supera la paura da foglio bianco?
Attraverso la conoscenza. Sapere come funziona la creatività è fondamentale soprattutto per chi in età adulta desidera avvicinarsi all’arte. I bambini sembrano non avere questo problema, perlomeno fino all’età dei dieci anni circa. In questo periodo sto insegnando a un piccolo gruppo di adulti, assolutamente negati nel disegno, a disegnare. Ciò che cerco di spiegare loro, è come accostarsi al proprio IO creativo ogni volta che lo si desidera. Mi spiego: il cervello umano ha due modalità di pensiero differenti, una verbale, analitica e conseguenziale e l’altra visiva, percettiva e globale. Per poter svolgere un’attività creativa occorre accedere a livello cosciente alla seconda modalità, quella più appropriata a svolgere attività artistiche. Accedendo a questa modalità si imparare a vedere in quel modo particolare che è proprio dell’artista.

E dunque, come nasce la paura del foglio bianco?
Avviene, soprattutto, quando creiamo sorvegliati dal nostro giudice interiore, che per ogni linea che tracciamo è pronto a fare osservazioni sulle nostre effettive capacità e sull’utilità di ciò che, con tanta fatica, stiamo cercando di realizzare. In realtà il foglio di carta bianca è semplicemente in attesa dei nostri segni e le forme le troveremo soltanto quando iniziamo a disegnare.

Courtesy Liana Zanfrisco

Quali sono gli strumenti necessari per iniziare ad approcciare con il disegno? E quali gli esercizi per tenere allenata la creatività?
Gli strumenti sono pochi e semplici da recuperare.  Per cominciare basterà un blocco da disegno A4. Due matite morbide, 2B e 4B, gomma e temperamatite. Personalmente, da circa tre anni realizzo i miei disegni usando comunissima carta bianca, formato A3, inchiostro nero, tanta acqua e molti pennelli di differenti misure e forme. Non disegno mai il soggetto prima a matita. Intercetto la forma direttamente sul foglio con il pennello usando l’inchiostro molto diluito, quasi trasparente.

E quali gli esercizi per tenere allenata la creatività?
Sono una sostenitrice del disegno quotidiano. Per questo ho aperto un blog personale dal titolo Racconti di-segni in cui parlo di esercizi sulla creatività e molto altro. Innanzitutto, trovare del tempo, ogni giorno, da dedicare al disegno. Prendersi regolarmente cura del proprio IO creativo è l’unico modo per ottenere dei risultati. Puoi forse immaginare un musicista, un cantante, un ballerino che trascorre la maggior parte del tempo lontano dalla musica, dal canto o senza esercizio alcuno? Il disegno però, tra tutte le attività creative, è la meno esigente. Basta portare con sé un quadernino con i fogli bianchi, alcune penne o matite ed ecco che abbiamo tutto il necessario per esercitarci. Per anni, nel corso dei miei studi artistici ho disegnato in treno o in metropolitana e spesso quello era l’unico modo per dare voce alla mia creatività.

Hai anche qualche esercizio da consigliarci?
Un esercizio a cui ricorro spesso è quello delle “macchie di colore”. Lascio cadere sul foglio del colore sufficientemente liquido e poi mi esercito a scorgere immagini fantastiche nelle macchie. La scorsa estate, per tenermi allenata durante un periodo di forzato riposo, ho realizzato un diario delle vacanze disegnando tutti i miei cibi preferiti, i miei outfit, le copertine dei libri che avevo al seguito e anche il contenuto del beauty case. Credo proprio che quest’anno ripeterò l’esperimento. Mi sembrava di esser ritornata bambina, senza contare la tranquillità nel sapere di non rimanere mai a corto di idee.

Settimana XVI – Disegno N.94 “La pioggia è rigenerante e le nuvole sono passeggere.” Courtesy Liana Zanfrisco

Ci racconti la tua 365 Challenge?
Dunque, ho sempre disegnato o dipinto. Direi una bugia affermando, però, di non aver conosciuto crisi. Anzi negli ultimi anni mi pareva che le crisi sopraggiungessero con maggiore frequenza. La vita quotidiana non fa sconti a nessuno e spesso mi costringeva a interruzioni troppo prolungate per poter riprendere a lavorare artisticamente senza problemi. Contemporaneamente il desiderio di immergermi nel profondo di me stessa per riportare alla luce immagini mie e soltanto mie diventava sempre più necessario. Sarà stato per l’età, di fatto ho sentito di non poter più rimandare quest’incontro con me stessa. Non potevo più lasciare che il caso, gli obblighi familiari e la vita tutta decidesse sul tempo da dedicare alla mia arte. Tre anni fa ho cominciato con una piccola, prima sfida: per 90 giorni, ogni giorno ho dedicato 90 minuti alla mia passione. Ho portato avanti la prima sfida con tanto di calendario: una croce verde per i giorni sì e una rossa per i giorni no. L’anno successivo, nel 2017, sono partita direttamente con la sfida dei 365 giorni di disegno quotidiano, sfida che continuo ancora. Risultato? Non ho mai lavorato tanto intensamente, come in questi ultimi tre anni.

Ora guardando i miei lavori, per la prima volta, mi sento felice e soprattutto, sento che cominciano a somigliarmi. Non avrei mai raggiunto tanta intensità se non avessi ‘pubblicamente’ lanciato questa sfida a me stessa.

Settimana XXI – Disegno 111 – Inchiostro nero a pennello su carta liscia formato A3. Courtesy Liana Zanfrisco

Come mai ti esprimi quasi esclusivamente in bianco e nero?
È iniziato tutto con la prima sfida. Ritornando a lavorare dopo un periodo di crisi volevo abbandonare gli orpelli, il superfluo. Volevo andare diritto al sodo. Volevo far pulizia dentro e fuori. Ho cominciato proprio così, con uno scrittoio vuoto, carta, pennelli, un barattolo d’inchiostro nero e uno con l’acqua. Pochi elementi, volevo concentrarmi esclusivamente sul gesto, riportare alla luce quel segno remoto nascosto da qualche parte dentro di me. Una forma di meditazione se vogliamo, con la volontà di accettare qualsiasi cosa venisse a galla, anche immagini brutte, rigide o stereotipate. Oggi, a distanza di tre anni, posso dire di non sentire la mancanza del colore. Anzi il colore mi confonderebbe, mi sembrerebbe di aggiungere un elemento decorativo al mio lavoro e non è ciò che per il momento m’interessa.

Oltre la natura e la figura umana, tra i tuoi soggetti prediletti ci sono iconici arredi in stile nordico che pare prendano vita. Ci racconti questa passione?
La passione per i mobili l’ho sempre avuta. Il posto più bello in cui stare è sempre stato casa mia, il mio studio, la mia stanza. Nella mia vita ho cambiato innumerevoli volte appartamento, ma in ogni luogo mi è sempre bastato poco per fare casa. Tempo fa, su Instagram, ho scoperto il profilo di lack00danishlab. Ho cominciato a seguirlo perché i loro arredi mi ricordavano troppo la libreria danese nell’ingresso di casa dei miei genitori, o il tavolo ovale di zia Maria. Le poltroncine, poi, erano identiche a quelle della casa in miniatura con la quale giocavo da piccola. Sarà forse per questo caro ricordo che questi pezzi hanno cominciato a insinuarsi nei miei disegni. Il fatto poi che io aggiunga nelle mutazioni è perché questi mobili in un certo senso mi parlano, hanno un potere evocativo molto forte su di me, lo ammetto.

Courtesy Liana Zanfrisco

Settimana XII – Disegno N.87 “Se ti siedi, qualcosa avviene.” Courtesy Liana Zanfrisco

Dopo 17 anni trascorsi a studiare e lavorare all’estero sei tornata a Civitavecchia, tua città natale. Che ne pensi dell’attuale scenario artistico romano?
Sì, dopo 17 anni sono ritornata a casa. In fondo, anche nei periodi migliori, ho sempre saputo che prima o poi sarei ritornata. Sono convinta che la propria casa sia veramente il posto più bello in cui stare. Per ciò che riguarda Roma, credo di non essere la persona più giusta per parlare dell’attuale scenario artistico, nonostante il mio studio, attualmente, si trovi proprio al centro della capitale. La mia attività artistica si svolge prevalentemente all’estero. Le gallerie di Roma sono chiuse agli artisti, ognuna fa il suo lavoro, alcune anche molto bene, ma la sensazione che si ha è che i giochi avvengano altrove…

“Ma da dove vengono le idee e quanta energia ci vuole per realizzarle? Certe volte, prendere pennelli, preparare i colori e cominciare a fare, richiede una energia fisica non indifferente. La testa deve poi essere leggera e fresca come dopo un taglio di capelli. Ecco, queste condizioni minime non sono affatto quotidiane. Ogni volta è come andare in battaglia.” Settimana XIX – Disegno N.101. Courtesy Liana Zanfrisco

Come hai trovato la situazione del disegno contemporaneo nel nostro Paese una volta rientrata?
Sul disegno contemporaneo, invece, credo di poter dire molto di più. Bisogna ricordare che il disegno contemporaneo come categoria artistica autonoma è un fatto relativamente nuovo in generale e ancor di più nella realtà artistica del nostro Paese. Tuttavia la Biennale Del Disegno di Rimini rappresenta un segnale importante, l’indice che qualche cosa si stia muovendo anche qui da noi. Ben lontani certo da realtà ormai accreditate come il The Drawing Hub di Berlino o il Drawing Room di Londra, tanto per citarne alcune. In Europa sicuramente: fiere, mostre, gallerie, collezionisti, riviste specializzate sul disegno stanno facendo un buon lavoro i cui frutti mi auguro non tarderanno ad arrivare anche qui da noi.

Ci indicheresti 3 artisti contemporanei di riferimento per te?
Tra gli artisti che mi fanno battere il cuore mi piace citare tre disegnatrici: Sandra Vasquez de la Horra, cilena ma vive a Berlino, la svizzera Silvia Baechli e Hanna Hennenkemper, un’artista tedesca conosciuta di recente.

E 3 posti belli per te fonte di ispirazione?

  1. Museum Insel Hombroich, a Neuss nella Renania-Vestfalia, in Germania. Praticamente è un’isola museo dove natura, arte e architettura sono in perfetta simbiosi.
  2. La libreria Walther Koenig sulla Ehrenstrasse a Colonia, ancora in Germania, dove trascorrere un intero pomeriggio!
  3. De Pont Museum, si trova a Tilburg, in Olanda: ogni visita ha segnato un passo avanti nella mia formazione.

Settimana XVIII – Disegno N.100 “Subire un’ingiustizia, è ingiusto però!” Courtesy Liana Zanfrisco 

Ed infine, la nostra domanda di rito: qual è la tua cosabella?
La mia cosabella è questa passione per il disegno, che ho scoperto tantissimi anni fa e che non mi fa sentire mai veramente sola o annoiata. La solitudine mi serve per creare e la noia la uso per girare intorno allo studio e chiedermi: “Allora come andiamo avanti?”.

 BELLO&FATTO A MANO – Illustrazione di Mariachiara Tirinzoni

Liana Zanfrisco è anche su Facebook e su Instagram
Scopri tutti i post di BELLO E FATTO A MANO su Cosebelle Magazine | Cover by Mariachiara Tirinzoni