Dopo l’exploit della saga dei Cazalet, un viaggio nel tempo nelle opere di Elizabeth Jane Howard: All’ombra di Julius, romanzo del 1965 (precedente alla saga), è nelle librerie italiane edito da Fazi editore. È un libro che arriva nel momento giusto: consola gli orfani dei Cazalet e conferma, se mai ne avessimo avuto il bisogno, il talento indiscutibile della Howard. Una storia che scivola in un “penoso imbarazzo”, per dirlo con una espressione cruciale che la stessa scrittrice usa ad un certo punto della narrazione, e che con onestà racconta i sentimenti umani più complessi. Una onestà che non risparmia la narrazione della vergogna, del senso di colpa e della tangibile incapacità dei protagonisti di capire e interpretare l’amore.

Esme è una donna adulta, quasi sessantenne, che vive nel Sussex e si ritrova, per caso, a condividere nella sua enorme casa un weekend con le figlie, Cressy e Emma, l’amante che non vede da vent’anni, Felix, e un perfetto sconosciuto, Dan, che sua figlia Emma porta a sorpresa. E alle loro spalle l’ombra di Julius, marito di Esme, morto vent’anni prima eppure protagonista, suo malgrado, della vicenda. Uno, dieci, mille Julius rivivono nei flashback, nei racconti altrui e nelle lettere e il risultato è un fantasma tangibile attraverso il quale la Howard riporta sul tavolo l’antichissima domanda: chi siamo davvero? Siamo quello che vedono gli altri o quello che pensiamo di essere?

La casa nel Sussex è una prigione inespugnabile di ipocrisia e parole non dette, culla del fantasticare malinconico di Esme che non smette nemmeno per un minuto di pensare a quello che sarebbe stato, con Felix in primis e con le sue figlie poi, se solo avesse avuto più coraggio e fortuna. E culla, questa enorme casa, anche degli errori di Cressy e Emma, inconsapevolmente complicate e rassegnate che il loro destino è già scritto. Donne in un una gabbia dorata volontaria, come se aspettassero nient’altro che quel destino a loro riservato: un uomo, il matrimonio, il sesso forzato che quasi separa l’anima dal corpo e che le spaventa profondamente. La paura, però, non basta a scuoterle, è così che deve andare e “la colpa era solo sua”, come arriva a dirsi Cressy.

E gli uomini, ancora una volta, sono lì, protagonisti loro malgrado pur non essendone all’altezza. Con questi personaggi probabilmente Elizabeth J Howard preparava già il terreno per i suoi Cazalet. In Felix King ci sono gli echi di Rupert Cazalet, un uomo dalle maniere impeccabili che prova a riscattarsi dalla sua “pochezza emotiva”, ma senza riuscire a espiare fino in fondo le colpe del passato. Chi sono, allora i protagonisti di All’ombra di Julius? Persone sconfitte? Non completamente. Sfortunate? Forse. Complesse? Molto, così come è complesso il loro ragionare disperato per cercare di capire l’altro e sé stessi.

L’eccellente scrittura della Howard struttura questo cogitare furioso con monologhi interiori, scambi di battute ritmati e un solenne distacco da narratore onnisciente. Eppure c’è anche un po’ di lei dietro quelle donne: nella bellissima Cressy che accavalla le gambe e fuma, proprio come nel ritratto usato da Fazi nei suoi libri, ma anche nella Esme che ragiona di vecchiaia e decadenza del corpo. Le altre peculiarità della scrittura di Elizabeth J Howard emergono distinte in All’ombra di Julius: il gioco dei piani temporali che si avvicendano senza confondere il lettore e la capacità di cambiare registro ed essere donna, ragazza, uomo, ma anche uno strepitoso e sconclusionato Maggiore Hawkes, personaggio che fa capolino nella storia a sottolineare la vecchiaia di Esme e le sue “nuove sfumature di dolore”:

La lettura di “All’ombra di Julius” è commovente e disarmante per la pregevole fattura del romanzo, ma anche perché ci si strugge continuamente: non si può impedire ai personaggi di sbagliare. E per quanto grossolani ed evidenti siano questi errori il destino è segnato e ci si ritrova, cinici, nelle parole di Cressy che giudica la madre, ma non è ancora consapevole che, in fondo, sta giudicando anche sé stessa.

[…] povera mamma: sempre  in attesa di un grande avvenimento che rendesse la vita migliore; non aveva mai considerato la possibilità che la vita fosse già meravigliosa e che fosse questo a far succedere le cose.

 

All’ombra di Julius è in tutte le librerie a partire dal 9 aprile, per tutti coloro che acquisteranno due libri di Elizabeth Jane Howard in regalo la shopper. Per info e librerie aderenti visitate il sito Fazi.

Per approfondire

La saga dei Cazalet