Appello a tutti gli animi creativi: sta per iniziare Week Hand, il festival del “fatto a mano” che, sabato 22 e domenica 23 settembre, incoronerà Foligno capitale italiana dell’handmade con una cinquantina di artigiani indipendenti e un’ area dinamica con workshop e live dedicati a grandi e piccini. Cosebelle Magazine sarà media partner della manifestazione e noi di Fabrique potevamo forse mancare? Giammai! Domenica 23 saremo a Palazzo Trinci con un laboratorio di cucito (sold out) ad altissimo contenuto girl power, e una quantità infinita di abbracci per tutte voi: venite a trovarci? Ma prima facciamo insieme un ripassino con tutte le informazioni che vi serviranno!

Perché visitare Week Hand?

Iniziamo con il concept di questo appuntamento imperdibile: in un periodo storico dove il “fatto a mano” sta diventando qualcosa di molto “mainstream”, Week Hand risponde con criteri di selezione sempre più rigorosi. “La regola per scegliere – ci racconta Francesca Tasselli, instancabile fondatrice del Festival è una sintesi perfetta tra unicità del brand, ricerca, esclusività, un’impeccabile comunicazione sia offline che online, e uno sguardo sempre più attento a chi si sa evolvere dimostrandosi in grado di trovare nuove ispirazioni. Parola d’ordine: proporvi il meglio!” Gli esempi sono tanti, ma, in rappresentanza, noi ne abbiamo scelti tre e, in attesa che possiate conoscerli di persona, vogliamo raccontarvi la loro visione.

Week Hand: 3 creativi che saranno a Foligno

  1. Marianna Andolfi

credits: Weekhand

La prima creativa che abbiamo scelto è Marianna Andolfi, veterana che si è saputa reinventare negli anni ( contatti—->https://isewsoidontkillpeople.com/ ) e in arte “I sew so I don’t kill people”. Marianna crea borse e accessori cerati a mano, e, da dicembre 2015 “con molta incoscienza e spirito di avventura” si dedica full-time al proprio marchio. La sua definizione di handmade ci ha commosso, perché la pensa proprio come noi:“handmade non è solo amore, passione e unicorni ma, in quanto atto creativo cela anche altri tipi di sentimenti che arrivano da posti non sempre luminosi e ordinati, ma non per questo meno sentiti. Per questo è capace di creare legami con gruppi di persone a noi affini, svolgendo anche un ruolo sociale e facendoci sentire meno soli”.

2. Laura Dusini

credits: Weekhand

Pensavate che “su misura” potesse essere solo sartoriale? Laura Dusini, artigiana di Perugia, ci insegna il contrario e, dal 2009 crea preziosi “su misura” con il suo marchio “Kosmika”. Per Laura “handmade è produrre oggetti in modo più umano, indipendente e personalizzato, instaurando un rapporto stretto e gratificante con chi acquista”. I suoi gioielli sono creazioni speciali, per celebrare un momento intimo e importante, o semplicemente per farsi un regalo con qualcosa di unico al mondo. Contatti

3. E se ci mettessimo le “Scarpe di Marta”?

credits: Weekhand

Dieci anni fa, Marta, dopo una laurea in Podologia , un percorso “a bottega” e tanta ricerca ha deciso di lanciare un prodotto tutto suo. Quando le chiediamo perché ci risponde così: “Non sopportavo più di vedere scarpe belle ma scomode o brutte ma comode”. Alzi la mano chi non l’ha mai pensato almeno una volta nella vita!
Marta ci racconta che per lei “l’handmade è ciò che rende un prodotto speciale. È il fascino continuo dell’imperfezione e la magia dell’irripetibilità, è ricerca e cura, ed è la soddisfazione immensa di vedere una tua idea diventare realtà”. Contatti

Week Hand 2018: tutto quello che c’è da sapere

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credits: Weekhand

E se vi dicessimo che oltre a queste realtà, ci sono ancora cinquanta artigiani tra ceramica, abbigliamento, accessori e illustrazione, tutti da scoprire? Noi non stiamo più nella pelle, ma, per non perderci nulla vi abbiamo fatto un riassuntino con tutto quello che dovete sapere.

Quando?
Il 22 e 23 settembre 2018 a Palazzo Trinci, la più suggestiva dimora tardo gotica di Foligno.

Come?
Sul sito di Week Hand, nella sezione “Il Festival”, troverete tutte le informazioni che vi serviranno per essere dei nostri.

Spoiler
C’è anche una sezione “mangiare”.

Perché?
Lo ammettiamo, questa è una domanda retorica! Vi aspettiamo!

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