Papercraft dalla Francia.

La cosa più affascinante degli oggetti fatti di carta, secondo me, non è tanto la loro oggettiva bellezza, i colori o le sensazioni che trasmettono e neppure il fatto che potremmo guardarne un migliaio senza mai stancarci.

Quello che più mi colpisce di questa vera e propria arte, infatti, è piuttosto l’oggettivo lavoraccio che sta dietro a questi piccoli, palpabili capolavori. Molte di queste opere, ad esempio, potrebbero essere realizzate senza troppi sprechi di tempo e denaro al computer, ottenendo un risultato simile. Gli artisti che producono papercraft, invece, preferiscono lavorare ore e ore assemblando carta, nylon, plastica; spendono intere giornate piegando fogli, inventando forme, creando scenari per poster perfetti.

Ed è proprio questo il nodo fondamentale della questione: la devozione ai materiali nonostante i favolosi progressi della tecnologia. Prendiamo per esempio il lavoro di Zim and Zou, agenzia francese esperta in lavori del tipo facciamoci-uno-sbatti-con-la carta-e-la-colla: ogni lavoro è vero, sentito, caldo.

Si riesce quasi a sentire l’impegno dietro ogni piega, la precisione in ogni lembo di carta appiccicato con la colla: ed ecco che, incredibile ma vero, viene una voglia irrefrenabile di farsi degli sbattimenti.