L’insostenibile pesantezza dell’essere adulti

E’ definito “Young Adult” quel genere letterario che comprende la saga “Twilight” di Stephanie Meyer. Chierichetti vampiri con l’anello della purezza, esatto. Ci buttano in mezzo pure “Harry Potter” e io ci inserirei anche le famose 150 Sfumature di Soft Porn, perchè non credo che se leggi ancora quella roba tu possa appartenere al mondo adulto. Insomma, non dovresti poter votare.

In America abbreviano la definizione pomposa con un più confidenziale YA (uai-ei), convincendomi definitivamente a dubitare che chi usa abbreviazioni e ossimori con cotanta nonchalance abbia mai abbandonato l’adolescenza. Molti hanno definito “50 sfumature di grigio” “ghiaccio bollente”, e questo chiude il cerchio, se ci pensate. Tutto torna poi in maniera inquietante con Moccia e il suo 3MSC: mi duole dirvi che non è la nuova linea di crociere nel Mediterraneo, ma l’acronimo del titolo di un celebre libro per adolescenti decerebrate dei Parioli che, ahinoi, leggevano anche i maggiorenni.

Ma sto divagando. In questo caso parliamo di un bel film di Jason Reitman, scritto dalla Diablo Cody del delizioso “Juno”. Sebbene la protagonista si occupi appunto di Young Adult Fiction, non è la categoria editoriale ad essere presa in esame, bensì quella umana, della quale lei stessa è un disperato esempio. Mavis Gary (Charlize Theron) è un riuscito mix tra Paris Hilton e Courtney Love. Dell’una possiede il cane formato borsetta e le magliette di Hello Kitty, dell’altra una preoccupante dipendenza dagli alcolici e il precario equilibrio psichico. (Sorry Courtney!)

Insomma, la vita di Mavis fa schifo attualmente. Certo, in passato era stata come la protagonista dei suoi romanzi, una magra, supponente, corteggiatissima cheerleader. Ma ora è solo una magra, supponente, donna sulla trentina con difficoltà a non vomitare in pubblico. Promemoria: mai cercare di prendere decisioni importanti quando si è appena in grado di sillabare il proprio nome. Niente, Mavis non sa le basi e decide di riconquistare il suo ex-fidanzato quarterback ora marito (di un’altra) e padre felice (di un’altra ancora, ovviamente).

Gli esiti sono esilaranti. Ma anche parecchio scoraggianti. Ora che ci penso, mi sento molto vicina a Mavis. Tranne che per la perfezione fisica, l’altezza, l’essere stata una cheerleader, l’aver avuto un fidanzato sportivo. Forse pensandoci meglio, mi sento più vicina a Courtney Love, per l’alcol, e le figuracce e le occhiaie, e l’odio verso chiunque e l’isteria. Non per il patrimonio, lo so, non infierite.

Il motivo per cui vi consiglio di vedere questo film è perchè Mavis è una rispettabilissima b**ch del cinema. Ed è bello ogni tanto essere politicamente scorretti, prendersela coi più deboli perchè quelli presi a calci nel sedere siamo noi, convincerci che siamo meglio delle persone felici perchè non ci illudiamo che la felicità esista e il cinismo in fondo ci protegge dal terrore del mondo. Perchè la disperazione dei trent’anni non è tenera come quella dei venti, ma è sadica e temo vivamente che sarà assassina a quaranta.

E il mondo non è il posto più bello dove stare, nemmeno se sei Charlize Tehron, dunque sei una specie di visione celestiale e non sai nemmeno come si scrive “cellulite”. Quindi smettetela di dirci che abbiamo tutte le carte in regola per diventare quelle che vogliamo diventare. Lasciateci ubriacare in pace.

E comunque, Mavis lo sa che scrive libri orrendi che non valgono un centesimo. Nessuna persona dovrebbe essere così disperata da doverli comprare per trovare consolazione, chiedete aiuto piuttosto.