Negozi di dischi indipendenti a Londra.
Domani è il Record Store Day. In tutto il mondo, Londra compresa, centinaia di negozi di dischi indipendenti organizzano eventi speciali, concerti, meet and greet, stampe e uscite di materiale esclusivo, sconti e promozioni. E’ tutto molto bello.
C’è pure chi tra i rivenditori indipendenti getta acqua fredda sugli entusiasmi, facendo notare che promuoversi con sconti e regali una tantum non aiuta molto le finanze già fragili dei piccoli negozi indipendenti, mentre i grandi rivenditori generalisti, quelli che hanno assimilato il mercato discografico relegandolo in un settore tra i tanti, insieme a libri, giornali, video etc, e che per loro natura vendono solo i grandi nomi del mainstram, col cavolo che ti fanno un euro di sconto (la grande catena, inumana e impersonale, non perdona).

Comunque sia, per chi ama la musica davvero indipendente, o per lo meno ama essere indipendente nelle sue scelte e ricercare cose nuove, o vecchie, o diverse da quelle solite, tutti i giorni sono record store days. Ogni giorno è buono per far incetta di vinili e cd, per scartabellare fra scaffali e vaschette. Per carità, io non sono una snob musicale: la bellezza, come sempre, può trovarsi ovunque, su etichetta major come su disco autoprodotto, da HMV come da Rough Trade. Né essere prodotti da EMI, né uscire sulla più sconosciuta label della terra, è una garanzia in sé: la qualità bisogna guadagnarsela.
Però è vero che i piccoli vanno protetti, sostenuti, amati, specie in tempi di crisi. Di Rough Trade, vero tempio dei cultori della musica alternativa su supporto fisso, ho già parlato in un mio precedente post. Un giro per i negozietti intorno a Berwick Street, primo fra tutti Sister Ray, o da Intoxica (un tempo noto come Vinyl Solution), è d’obbligo in questo bel sabato d’Aprile. Più dischi per tutti.