Metodo e pensiero.

Un pomeriggio freddo come quello di oggi, a Budapest, è un ottima scusa per una visita al Ludwig Museum, che in questi giorni ospita una mostra su Yona Friedman.

Friedman, architetto e pensatore, nato nel ’23 a Budapest, lasciò l’Ungheria nel ’45 per spostarsi prima in Israele dove ultimò gli studi ed ottenne il titolo di architetto e poi a Parigi, dove vive tuttora, in una casa che è il centro della sua attività, laboratorio-museo in continua evoluzione.

Ha dato un grande contributo al dibattito internazionale sull’architettura con i suoi scritti, i suoi pensieri e riflessioni, il suo approccio metodologico, essendo rimasti i suoi progetti, quasi totalmente solo modelli o disegni.

Da sempre contro la cementificazione selvaggia e l’eccessivo consumo di suolo, ha partecipato all’organizzazione di molte missioni umanitarie, studiando soluzioni architettoniche temporanee e di sopravvivenza, si batte per un’architettura sostenibile e a basso costo, avendo come principio fondamentale quello secondo cui l’architettura non è solo l’arte del costruire, ma anche quella del progettare lo spazio.

Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art

Palace of Arts

Komor Marcell u. 1, Budapest