In tutte le culture orientali le mani e la loro gestualità hanno una forte valenza simbolica, tanto da individuare molte posizioni che nel panorama esteso della pratica yoga, prendono il nome di Hasta Mudra,  con questo termine s’individuano i gesti (mudra) delle mani (hasta).

Tra la mente e la mano, però, le relazioni non sono quelle, semplici, che intercorrono tra un padrone ubbidito e un docile servitore. La mente fa la mano, la mano fa la mente. […]Il gesto che crea esercita un’azione continua sulla vita interiore. La mano sottrae l’atto di toccare alla sua passività ricettiva, lo organizza per l’esperienza e per l’azione.”(da Elogio della mano di Henri Focillon)

Mi piace pensare alle mani come una sorta di “prolunga” del cervello e del cuore, mani che prendono, che indicano, che stringono, che abbracciano, che toccano, mani attive, vive, sempre in movimento, che manifestano avversione o passione. Mani che spesso parlano al posto nostro, che usano una fisicità tutta loro e una propria codificazione. Come i Mudra appunto.

Ma perché tutta questa potenza nelle hasta mudra? La mano viene considerata da molti fisiologi come una sorta di proiezione del cervello nello spazio, con la sua possibilità di compiere da 20 a 40 milioni di movimenti. La liberazione delle mani e l’opposizione del pollice sono stati due elementi chiave per il salto evolutivo dell’uomo, conducendolo in un ambito più mentale, di coscienza di sé, di potenziamento delle sue possibilità psicomotorie. Ed è proprio attraverso lo sviluppo dei movimenti sottili che il bambino completa la sua maturazione psicomotoria. E’ immediato il collegamento cervello-mano quando parliamo per spiegare qualcosa: le mani spesso aiutano a descrivere il nostro pensiero, e forse mantenere le mani immobili ci provocherebbe un senso di conflitto.

Come nei piedi, cosi nelle mani, possiamo trovare una mappatura dettagliata del nostro corpo. Ogni parte della mano “ospita” tutti i nostri organi collocati di riflesso. Secondo l’antica scienza dello yoga, le dita delle mani sono in relazione con i 5 elementi che compongono tutto l’Universo  e anche l’essere umano:

– il pollice rappresenta il fuoco

– l’indice l’aria – plesso cardiaco

– il medio cielo/etere

– l’anulare la terra

– il mignolo l’acqua.

Se i 5 elementi sono bilanciati e in armonia, il corpo è in salute e le sue funzioni operano in modo ottimale. Ecco perché molto volte eseguire gli Hasta Mudra, soprattutto se siamo in condizione di malattia, o impossibilitati e vogliamo portare un po’ di equilibrio ed energia al nostro corpo, il solo lavorare sulle mani ci può portare dei meravigliosi benefici. Venticinque sono i Mudra più conosciuti e fondamentali, che portano benefici non solo in termine emotivi e psichici ma talvolta anche per piccoli disturbi cronici. Senz’altro un beneficio lo avremo se ripetuti con costanza nell’arco del tempo, utile sarebbe mantenere queste posture almeno 5 minuti per tre volte al giorno.

Tra quelli più conosciuti ve ne segnalo due molto efficaci:

Gyan Mudra . Mudra della conoscenza. Beneficio: aumenta la potenza della memoria e affina la mente. Migliora la concentrazione e previene l’insonnia. Se praticata regolarmente, allieva disturbi psicologici come l’isteria, rabbia e depressione. Esecuzione: pollice e indice che si contattano.

Prithvi Mudra aziona il chakra della radice (Muladhara), che ospita la nostra energia vitale, facendo superare carenze energetiche e facendo riverberare il chakra della radice in tale modo facendo sentire fisicamente e psicologicamente forte e attualizzando entrambi gli obiettivi fisici e metafisici. Da usare quando si ha bisogno di stabilità interiore e sicurezza di sé e per rimuovere stanchezza, debolezza generale. Esecuzione: pollice e anulare che si contattano.

Molto utile e dettagliato questo piccolo manuale per chi volesse capirne di più: MUDRA. Lo yoga delle mani di Gertrud Hirschi.

Buona pratica!