Avete presente quando siete in mezzo al mare e un onda vi travolge con forza facendovi perdere la stabilità? Quando siete a mollo per un po’ e vi sentite rilassati e rigenerati? Quando uscite dall’acqua e vi sentite stranamente leggeri? Ecco, l’acqua che scombussola, che mitiga, che stanca, che raffredda e allo stesso tempo acqua che si porta via le fatiche della giornata, le vecchie tensioni, le rigidità. Per tutto questo amo questo elemento, ancora materico ma sottile, che fa ritrovare al contempo la carica e la morbidezza, leggerezza e fluidità.

Il lavoro sul secondo chakra porta molta attenzione ed energia alla zona renale e surrenale che custodisce l’adrenalina – preziosa sostanza del sistema ortosimpatico – che agisce in difesa nelle situazioni di stress. Ecco spiegata l’azione di scarico, di rilascio delle tensioni– pari a una bella doccia calda – che produrrà sul corpo un effetto di stanchezza, ma allo stesso tempo ci lascerà una sensazione di fiducia in noi stessi e negli altri.

Dopo aver sperimentato la forza di bhujanga – simbolo di trasformazione e duttilità per eccellenza – percorriamo ancora qualche forma della dimensione acquatica: Sumati, il Ponte.

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SIMBOLOGIA DEL PONTE

Il simbolismo del ponte è molto forte, idealmente rappresenta il passaggio tra la terra e il cielo, dallo stato umano a quello sovrumano, dal mondo sensibile al mondo sovrasensibile.
Nella sua natura di passaggio iniziatico (vedi le figure dell’arcobaleno e dell’arco) si identifica come asse del mondo nelle sue diverse forme. La Chāndogya Upaniṣad dice che “il ponte è il Sé che collega questi mondi per impedire che si disperdano. Traversando il ponte, la notte diventa simile al giorno, poiché il mondo dell’immensità è fatto di luce”.

Questa forma viene spesso utilizzata anche nei training attoriali. J. Grotowsky e K. Stanislavskij utilizzavano elementi di hatha yoga proprio perché è una postura che lavora molto sull’aspetto comunicativo. Perché? Perché al centro di tutta la forma – e chiaramente del nostro corpo – c’è la spina dorsale che è considerata come una sorta di “timone” che permette di dirigere e orientare il resto del corpo. Infatti risiede nella quinta vertebra lombare il punto in cui la colonna è divisa in due, una parte si muove dalla vita in su, una parte dalla vita in giù, in modo simultaneo in due opposte direzioni che permettono al corpo di fluire in maniera naturale dalla terra al cielo.

IL PONTE: IL FLUIRE IMPETUOSO DELL’ACQUA

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Sono molteplici le varianti della figura del ponte: setu bandhasana (ponte legato) setuasana (ponte), urdhva setu baddhasana (posizione azzardata del ponte). In questa puntata però volevo illustrarvi un’altra variante che è la figura di Sumati che faremo sfociare poi in Karttikeja. Sumati è una divinità dell’acqua e indica colei che scorre veloce e tumultuosa. Karttikeia è, invece, il dio della guerra e si contrappone a Sumati per la sua natura maschile. Acqua e fuoco producono un’intensa acqua calda che porterà notevoli benefici al corpo.

IL PONTE: ESECUZIONE

Supini, flettere le ginocchia portando i talloni verso i glutei. I piedi sono distanti come l’apertura del bacino, ben presenti al suolo. Le braccia sono distese lungo i fianchi con i palmi delle mani a terra. All’inspiro i piedi premono bene e il bacino si solleva a formare un ponte, le braccia si spostano sotto la colonna, si flettono, portando le mani ad afferrare la vita (in corrispondenza della zona lombare) mantenendo i gomiti a terra per sostenere il busto.

Avvertirete una chiusura importante nella zona della gola, un allungamento della parte cervicale e una apertura importante del bacino.

Mantenete la posizione per cinque respiri calmi e regolari, dopo di che, all’inspiro sollevate la gamba destra flessa e all’espiro allungatela verso l’alto, scaricando il peso sul piede sinistro ben ancorato a terra per altri cinque respiri. Questa è la figura di Karttikeya dove sperimentiamo la nostra forza maschile. Poi lentamente il piede destro ritorna a terra. Ripetete con gli stessi tempi dalla parte opposta.

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IL PONTE: BENEFICI

In entrambe le posizioni avremo notevoli benefici all’apparato genito-urinario e di riflesso alla zona del plesso solare (addome). La colonna vertebrale si fortifica, la muscolatura viene tonificata, aumenta il volume toracico, la respirazione migliora. A livello energetico lavoriamo in maniera equilibrata sulle due “riserve d’acqua” del nostro corpo, l’acqua bassa data dal bacino e dalle cosce e l’acqua alta data dalla zona gola-tiroide. Il corpo si radica a terra e allo stesso tempo si spinge verso il cielo facendoci percepire leggerezza e potenza nel medesimo momento. Entrambe le posture sono indicate per chi vuole migliorare la comunicazione con gli altri, ha bisogno di rafforzarsi, si sente rigido emotivamente e fisicamente.

Sumati e Karttikeja vanno evitate o mantenute pochi respiri se abbiamo discopatie ed ernie discali, flusso abbondante durante le mestruazioni.

Buona pratica!