Solitamente si pensa che praticando costantemente lo yoga diverremo tutti dei super eroi, impavidi, nessun attaccamento, nessuna fatica, nessuno sforzo, nessuna paura. Un po’ come una nuova razza, un “superumano” che i dolori e i dispiaceri della vita non intacca. Non sono ancora arrivata a questi livelli, rimango, ahimè, molto umana, con debolezze, momenti di scoraggiamento seguiti da attimi di propositività verso un futuro incerto che sto costruendo nella certezza, l’unica, che lo yoga e le sue asana continueranno malgrado tutto a far parte della mia vita. Così complessa e sfaccettata questa disciplina è entrata in punta di piedi e si è impadronita di me senza che me ne rendessi conto.

Certe volte ho però bisogno di fermarmi e di chiedermi “perché pratico”. Numerose sono le risposte che si susseguono, come alle volte – invece –  rimane solo un mesto silenzio, un respiro, una sospensione. Ogni anno che passa la ricerca è continua, inarrestabile, costante. Consapevole che buona parte di quello che facciamo sul tappetino sembra apparentemente “solo” fisica, in realtà prendiamo presenza che agiamo su più livelli partendo dal corpo (spesso sconosciuto), cercando una comprensione totale di noi stessi. Ecco che nella pratica, nel metodo, possiamo sperimentare:

Peculiarità del nostro essere portate alla luce

Scoprire nuove forze, nuovi punti di vista inattesi

Imparare ad osservare con assenza di giudizio ciò che viene a galla (e questa è la parte più difficile).

Creare spazio. Per cercare un nuovo spazio. Lo spazio interno che diamo per scontato; si crea spazio quando respiriamo, quando inspiriamo ed espiriamo i volumi cambiano, anche la percezione di noi cambia dentro le forme attraverso l’ascolto del respiro.

E proprio di spazio volevo parlarvi, per indirizzarvi nella piccola pratica bella estiva che ci permetterà di allungarci e di sperimentare aperture nella saggezza delle torsioni invertendo i nostri consueti punti di vista. Una serie di asana che permetterà di lavorare nell’elemento fuoco che è quello che predomina nel periodo estivo senza però surriscaldarci ma permettendoci invece di scendere in profondità di ascolto.

5 ASANA BELLE PER AFFRONTARE IL CALDO

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Partiamo da seduti, radicandoci a terra sui glutei, scopriamo una nuova stabilità.

Ardha Chandra Pashimottanasana – la posizione della mezza luna chiusa

Allungamento importante del corpo con chiusura addome. Da seduti con gambe unite allungate, piedi a martello, inspirando allunghiamo tutto il busto, espirando profondamente e svuotando bene la pancia ci portiamo in chiusura verso le gambe, se riusciamo con le mani afferriamo gli alluci, altrimenti ci fermiamo all’altezza ginocchia o caviglie. Questa postura ci permette di massaggiare l’apparato genito-urinario, tonifica gli organi interni e il sistema nervoso, facilita il ciclo mestruale.

Menaka – variante torsione per sperimentare la saggezza di Marichy, la scintilla luminosa

Da seduti gambe allungate, con la mano destra afferriamo alluce piede sinistro, inspirando allunghiamo e solleviamo verso l’alto la gamba sinistra, espirando ruotiamo col busto verso sinistra, il braccio sinistro lo portiamo dietro la schiena. Ottima forma che permette di tonificare la colonna, aumentare il volume della cassa toracica creando spazio tra cuore e polmoni, potenziando il respiro. Una pratica costante di questo asana ci permetterà di migliorare la digestione e togliere il mal di schiena;

Setu Bandhasana – il ponte legato

Per sperimentare la leggerezza della colonna l’apertura del bacino, immergendoci nella frescura dell’elemento acqua. Siamo distesi a terra, pancia in su, gambe flesse, piedi e ginocchia distanti tra loro come la misura del bacino, ma i piedi possibilmente ben vicino ai glutei. Braccia lungo i fianchi con palmi aderenti a terra. Inspirando solleviamo bene il bacino e la colonna (stringiamo i glutei), spingendo le spalle verso terra e cercando di distribuire bene il peso tra braccia, cosce e piedi.  Questa postura ci permette di elasticcizare tutta la schiena, irrubustiamo i muscoli, miglioriamo la respirazione;

Bastrika – il mantice

Contrapposizione rispetto alla forma precedente, ci portiamo in chiusura assaporando l’allungamento della zona lombare e la forza del nostro plesso solare, il calore moderato si espande portando numerosi benefici alla colonna vertebrale. Supini, ginocchia al petto le abbracciamo (possibilmente dita mani intrecciate), se non abbiamo tensione al tratto cervicale possiamo sollevare il capo cercando un contatto con le ginocchia;

Viparita Karani – posizione parziale invertita

Qui sperimentiamo la sospensione del corpo, da supini, braccia lungo i fianchi inspirando solleviamo le gambe tese e il bacino (puoi eventualmente portarle al petto flesse inizialmente), espirando si sostiene il bacino con le mani, gomiti a terra, portando le gambe in alto, in direzione verso il volto. Particolarmente indicata per questo periodo perché porta sollievo, alleggerisce, risveglia, tonifica le ghiandole endocrine, da non fare o mantenere pochi respiri se abbiamo il ciclo; inoltre tutte le invertire invertono i processi d’invecchiamento, dunque…rimaniamo giovani!

Manteniamo ciascuna asana finché l’avvertiremo comoda (se possibile almeno 10 respiri per poi aumentare pian piano), chiudiamo la sequenza rimanendo stesi a terra, tutto il corpo rilassato, qualche respiro in riposo.

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La vostra percezione sarà chiara solo quando potrete guardare dentro la vostra anima (C.G. Jung)

Buona pratica e sperimentate il vostro spazio…dal corpo all’interno, quante scoperte!

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Le altre puntate di Yoga, viaggio nel corpo le trovate qui.