Questa settimana è la annalisamana. Ovvero la settimana dedicata ad Annalisa la cara, alla quale hanno stropicciato il cuoricino.

Quindi, ci stiamo dedicando a succulente colazioni da That’s bakery, composte da cupcake – sono una cupcakes stalker- e pancakes, cappuccini e tè al gelsomino fumanti bevuti sotto un rincuorante caldo primaverile.

Oggi ho anche settato Otta su un new mood: quello raggiante e positivo, che neanche la peggiore delle PMS possono abbattere.

Ovvero: va tutto bene.

Punto.

Sempre.

Soprattutto nonostante gli “anche se” e i “ma”.

La primavera è qui, l’estate è dietro l’angolo,  a breve si parte per gli Hamptons (se riesco a convincerLo che non andare negli Hamptons a Pasqua è come guardare l’Italia ai mondiali di calcio senza pizza e birra) e New York (questo è uno statement) , ho trovato il migliore fisioterapista del mondo (120 kili di uomo per un metro e 80cm di altezza) che con quattro mosse di karate ci – me e la mia schiena dolorante – ha rimesso al mondo, ed ho scoperto che Martina è la  mia gemella siamese – anche se lei è molto più gnocca di me – e condividiamo quindi aperitivi glam sotto i fiori rosa e fiori di pesco, chiacchiere in libertà e acquisti sconsiderati.

Riflessioni semi serie a parte: basta lamenti, piagnistei e istericismi.

Sono credo nel mezzo di uno di quei periodi in cui non posso fare altro che stare ferma ed aspettare che passi, perchè letteralmente non dipende da me. E non lo dico per resa, ma per quieto vivere unicamente a vantaggio della sottoscritta.

Ieri sera, mentre sdraiata sul divano con coperta, arnica e bull sulla spalla scaricavo nell’ipad il nuovo numero di Elle Italia, ho letto un articolo very interesting:  questa bellissima ragazza di 30 anni che dopo aver avuto una diagnosi di tumore praticamente incurabile, ha deciso di concentrarsi su se stessa, eliminando ciò che poteva aver somatizzato.

Ovvero, ha eliminato tutte quelle situazioni di stress che nella sua vita l’avevano fatta tribolare. Poi ha pure elaborato una dieta a base di smoothies di clorofilla, modificando anche tutta la sua alimentazione di base. E ce l’ha fatta. Così aveva fatto anche la mamma di una mia cara amica: 90% di metastasi in tutto il corpo, ma non si arrese. Eliminò la carne, iniziò a fare yoga ogni giorno, chiese (e ottenne) il part time. Adesso sta benone e culla la sua nipotina.

Comune denominatore di queste due storie, a parte il coraggio e la forza di queste donne: lo stress.

Lo stress è il vero male del nostro secolo e trovo allucinante che per la maggior parte venga incanalato per colpa di personcine mediocri e per nulla risolte che sfogano la loro frustrazione e cattiveria, facendo di una qualche posizione di forza un fatto di principio e buon motivo di sottomissione.

Quindi: la vita è una, sacra e meravigliosa.

Bisogna dire basta ai capricci delle vanità e dell’incompetenza altrui, e ascoltare più se stessi.

Prioritize me.

Quality time.

E dico anche: ridurre lo stress, dormire bene, tirare fuori dall’inconscio traumi e preoccupazioni e fare sport.

E, a tal proposito, devo ammettere che i miei 6 km di camminata giornaliera hanno portato i loro frutti: ho scoperto le gambe, complice il bel tempo, e sia la Emi che i muratori seduti fuori dal Carrefour ieri sera le hanno apprezzate. Vuol dire qualcosa no?

Poi Fabiana, da Miami, mi ha fatto la lettura delle carte degli Angeli: trust and integrity come regola base. Dove integrity sta per rispetto verso me medesima, i miei sentimenti e i miei sogni.

Della serie, voglio seguire la Principessa Disney che è in me per combattere lo stress.

Confesso: ho una scatola nella quale sto mettendo piccoli pezzi per Irma. Porterà sfortuna? Ce lo siamo chieste io e la mia gemella siamese proprio oggi, quando anche lei mi ha confessato che ha la stessa scatola per Gregorio e Viola. (ndr: anche Greg e Violetta sono sulla nuvoletta con Irma che stanno aspettando il momento propizio per saltare sulla cicogna e allietare le nostre vite).

La risposta che mi ha dato è stata. Stiamo investendo preventivamente sul loro buongusto.

Amen.

Io ho già un piccolo tutù e un cardigan rosa che è un ammore delizioso.

Domani, che per giunta è il primo giorno del nuovo conto della carta di credito, Gap baby lancia la linea in collaborazione con Diane Von Fustenberg: vuoi non prendere un piccolo prendisole geometrico?

Irma deve subito riuscire a distinguere ciò che è bene da ciò che è truzzo. E DVF è sempre tanto bene.

Altre cosiderazioni a calce:

  • quando vado da Memem (il fantastico negozio di Emi in Via Savona 1 a Milano), non riesco a non comprare qualcosa, nemmeno quando in toria la shopping therapy è destinata solo ad Annalisa la cara. Si chiama solidarietà d’acquisto. Compriamo insieme e insieme ci sentiamo (meno) in colpa. Oggi un maglioncino bianco che mi riappacifica con il mondo. Poi ho provato anche bermuda baggy (vedi foto) e camicia, che però ho per ora solo fatto mettere da parte. Ma presto scatterà l’acquisto.
  • non vedo l’ora di sabato per mani, piedi, parrucco e cenetta con tanto di aperò milanese. Vogliamo fare i ggiovani tra i ggiovani.