Paris, day 2.

Devo ammettere che il momento più bello di ieri è stato quando ho visto Carolina, ovvero il braccio destro di Stella, parlare via skype con i suoi bambini dallo showroom, tra un fitting e l’altro. E’ stato un momento di una tenerezza infinita.

E la prova che si può essere super cool working mums.

C’è da ammettere che  fortunatamente la mia azienda è molto avanti in questo: Stella stessa ha ben 4 pargoli, quindi siamo tutte un po’ cuore di mamma.

Inoltre tutte le mamme che lavorano qui si fanno raggiungere da tate e/o nonne all’occorrenza baby sitters e frugoletti, che poi passano i 10 giorni canonici della paris fashion week, qui, andando in giro per il Marais e aspettando le mums a casa.

Lo trovo molto cool.

Ieri sera siamo andati a cena da Anahi, meraviglioso ristoranteb argentino nel Marais: empanadas, ceviche, soupa de lentijle, guacamole e un fantastico filetto. Eravamo io, la mia collega Michelle (la “me” inglese), Edoardo – ovvero assistente di Azzurro – e Salim, (il corrispettivo di Annalisa la cara a Parigi). Ho una confessione: ho bevuto un fantastico, corposo, buonissimo vino rosso argentino.

Lo so. Sono venuta meno al fioretto.

Tuttavia. Il vino fa parte del survival kit per la fashion week. Together with: Alaia, lo shopping compulsivo in farmacia, Starbucks e i macarones al lampone.

(…)

Shopping compulsivo in farmacia. Premessa: io amo, amo fortissimamente amo le farmacie francesi. Comprerei tutto. No ma tuttissimo.

E di solito è quello che succede.

Non riesco a controllarmi.

Ieri ho fatto persino amicizia con il farmacista, parlandogli in francese con il mio forte accento “allapummarolainghiottastyle”: credo si sia innamorato di me, soprattutto dopo aver battuto il totale nel registratore di cassa.

Un coupe de foudre: mi ha persino detto di tornare che mi regala una borsa  di quelle porta tutto, quelle trousse che per la gioia di Lui finiscono nell’ultimo cassetto del mobile in bagno intasandolo.

Ma veniamo al bottino: Nuxe, Nuxe e sempre Nuxe. Meravigliose maschere, creme e scrub biologici, fatti con rose fresche e altri meravigliosi ingredienti che solo perché li usi ti fanno già sentire una persona migliore. Poi shampi e balsami di nonmiricordoqualemarca ma il packaging e il prezzo lo fanno giurare buono. Mentine. Roll agli oli essenziali contro il mal di testa. Nurofen e Aleve come se piovessero, che qui costano meno, così come l’oscillococcinum che però non ho preso, aspetto l’ultimo giorno, così posso fare un refil anche di altro.

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#cosechesuccedonodurantelaModapart2: Lady Tremain vuole indossare il mio stesso abito alla sfilata.

Ovviamente io sono stata obbligata a rinunciarci. Caccia all’outfit quindi. Mentre mi avventuravo nei menadri del closet dello showroom, oltre ad aver trovato un abito azzurro perfetto, ho anche raccattato uno scialle rosa che mi potrebbe riparare da questa piovosa giornata parigina. Quando si dice, non tutti i mali vengono per nuocere.

Oggi abitino MiuMIu che mi ha regalato mamma a Natale: Lady tremain è stata stesa. Quindi oui: Lady Tremain 1, Ottolina 2 (il collo con pietre incastonate mi vale il doppio punto).

Must have dei prossimi giorni: la tazza di Starbucks con scritto Parigi, il donut glassato alla vaniglia domani mattina e i tè di Le pain quotidienne.

Ça marche, ça marche et ça irà.