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C’è sempre bisogno di rivedere Wim Wenders. Primo perchè forse nessuno della nostra generazione ha avuto il privilegio di gustarselo sul grande schermo, secondo perchè, beh, ça va sans dire, Wim è uno dei più grandi registi del nostro tempo e ha girato capolavori assoluti come Il cielo sopra Berlino e Paris, Texas.

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A tal proposito, per tutti quelli che hanno sognato spesso d’essere abbastanza maturi alla fine degli anni Ottanta per esclamare: “Stasera esce il nuovo di Wim Wenders, vediamo un pò di che si tratta”, e ritrovarsi davanti al bianco e nero straziante di una Berlino eistenzialista e crudele, beh proprio a loro vogliamo dire: tranquilli, a volte la vita regala una seconda opportunità anche a chi ha sbagliato tempo.

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Infatti, in occasione dell’assegnazione a Wenders dell’Orso d’oro alla carriera al Festival del cinema di Berlino, Ripley’s Film e Nexo Digital ci regalano la possibilità di guardare sul grande schermo, in versione originale restaurata, proprio i due capolavori di Wenders: Il cielo sopra Berlino e Paris, Texas.

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Per i prossimi due Mercoledì, il 18 e il 25 Febbraio, non prendete impegni. Gli angeli tristi di Il cielo sopra Berlino vi aspettano il 18 Febbraio e una splendida Nastassja Kinski è pronta a sedurvi il 25 dagli schermi di Cinema selezionati in tutta Italia.

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E ragazzi miei, ne vale la pena. Ispirato alle poesie di Rilke, Il cielo sopra Berlino (1987) è esso stesso una lirica struggente. Parla dell’amore e del tempo, della vita e della morte, come tutti i grandi film. La capitale tedesca non è solo contorno, ma protagonista essa stessa, materia viva e pulsante, sfondo di una passeggiata senza meta ricca di incontri del destino. Su tutti, quello tra l’angelo Damiel e la trapezista Marion, sulle note perfette di Nick Cave.

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Paris, Texas (1984) invece è un road movie sui generis, premonizione di un cinema del vagabondaggio che valorizza la potenza dell’immagine rispetto alla sinossi, e che preferisce mostrare anzichè dire. La difficoltà dell’amore, che unisce e separa, la vita interiore che sempre ha il sopravvento e ci rinchiude in una solitudine dorata. Ancora una volta la musica, a fare da coprotagonista, che prende stavolta la forma della chitarra di Ry Cooder.

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Insomma, grande cinema, per tutti noi che chiediamo a gran voce una seconda occasione.