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BEST COAST

Non so da cosa si riconosca un’icona generazionale, ma se date un’occhiata ai suoi profili su Instagram e Twitter, capirete che Bethany Cosentino dei Best Coast lo deve essere per forza. La ventiseienne di origini – neanche a dirlo – californiane, era già regina dell’hype nel 2010, anno di uscita del suo album d’esordio Crazy for You, registrato insieme all’altra metà dei Best Coast, Bobb Bruno.

Ciò che colpisce subito della ragazza è la precisa direzione musicale e stilistica che assume fin dall’inizio, identificandosi con un immaginario composto essenzialmente da: spiaggia, canne, gatti, vu vu mi piaci tu e mi manchi sempre più, nullafacenza. Ritornelli naïf e diretti, schitarrate che sanno di nostalgia degli anni ’60, e una visione slacker e spensierata che si rispecchia in vari aspetti che vanno dalla copertina di Crazy for You, ai photoshoots, fino ad arrivare a quel tripudio di palme e capelli al vento che sono i suoi video. Insomma, un intenzionale mood alla Beach Boys, o stile Beatles versione I want to hold your hand. E per quanto riguarda i testi, Bethany dà davvero il meglio di sé in quanto a “personal branding”. Tanto palesi sono i temi ricorrenti che chiunque si fosse trovato a recensire il disco aveva davvero la strada spianata.

The Only Place, Best Coast
“I lost my job, I miss my mum, I wish my cat could talk”

“And nothing makes me happy, not even tv or a bunch of weed, everytime you leave this house everything falls apart”

“Pick up the phone, I wanna talk about my day, it really sucked. The sun was out, I thought I was fine, but then you slipped into my mind”

“One day I’ll make him mine, and we’ll be together all the time, we’ll sit and watch the sun rise, and gaze into each other’s eyes ”

Non stupisce il fatto che le recensioni, all’epoca, assegnassero all’album voti di tutto rispetto, ma spesso con quella clausola disco che può piacere al massimo per un’estate, e non di più. Poi, non si sa come, ti ritrovi ad ascoltarlo decine e decine di volte, e pure quando fuori ci sono due gradi e mezzo e il grigiore totale. E vieni a sapere che no, non è capitato solo a te. E allora ti viene da pensare che forse la ragazza ha fatto davvero qualcosa di speciale, è riuscita a mettere su disco la sensazione di essere su una spiaggia californiana, in canottierina e occhiali da sole a forma di cuore, in un’estate in cui non c’hai proprio niente da fare, tranne forse farti qualche paranoia su un fantomatico lui che non ti ha richiamato.

Best Coast, Bethany Cosentino, Bobb Bruno

Il secondo album The Only Place, uscito nel 2012, si presenta meno lo-fi e diretto rispetto all’esordio, ma ripropone comunque la formula magica che è ormai copyright Best Coast. Stesse tematiche patriottiche “California I YOU”, stessi struggimenti amorosi di stampo adolescenziale, stessi disordini mentali da chi cerca di dare una direzione alla propria vita. Anche dal punto di vista musicale il disco non si discosta molto dalle sonorità distintive di Crazy for You, l’unica palese differenza è un sound più pulito che mette in evidenza la voce di una ragazza molto più sicura delle proprie potenzialità. Sembra sempre di più la voce dell’autoaffermazione di una ragazza contro il mondo intero.

I testi di alcune delle sue canzoni più recenti come How they want me to be, Fear of my identity o Who have I become lasciano facilmente intuire che Bethany abbia avuto la classica crisi esistenziale da media overexposure, cosa confermata da lei stessa nelle interviste. Ed è sicuramente comprensibile data la pressione delle critiche di chi la vede come una sorta di Avril Lavigne dell’indie-rock, e di chi ha etichettato il suo lavoro come musica ripetitiva con testi da ragazzina.

Nel 2013 Bethany ha deciso di dare una svolta al suo percorso fondando una sua etichetta discografica, la Jewel City, per poter avere libertà assoluta su qualsiasi scelta musicale, estetica e promozionale. E anche, come sostiene lei, per la favolosa opportunità di andare al concerto di una nuova band e poter dire “Hey, mi piacete, volete pubblicare un disco con la mia etichetta?“. Insomma, nonostante Bethany sia il tipo di ragazza che si perde dietro programmi tv come Jersey Shore o The Simpsons quando dovrebbe essere occupata a scrivere canzoni – e oops, l’inizio delle registrazioni è tra una settimana – comunque si dà decisamente da fare. Continua nella sua personalissima direzione a prescindere da critiche e pressioni esterne. E la sua determinazione è stata premiata dalle ottime recensioni dell’ultimo EP, Fade Away pubblicato l’anno scorso attraverso la sua etichetta – che era stata appena fondata – con un atteggiamento totalmente liberatorio, menefreghista e indipendente. Che ha trionfato.

Best Coast, Bethany Cosentino, style, Instagram

E a prescindere dalle evoluzioni musicali, Bethany rimane un personaggio che, se cambiasse o ‘maturasse’, lascerebbe un bel vuoto. Ma per ora non c’è problema, perché pare che a lei piaccia da morire ESSERE Best Coast, la Best Coast gattara da spiaggia che intendiamo noi. E la invidiamo pure. Prima di tutto si è trovata un’anima gemella che più gemella non si può: Nathan Williams della band surf-rock Wavves (che già frequentava quando aveva diciassette anni). Ma soprattutto, chi non vorrebbe avere un’implicita autorizzazione ad andare a fare la spesa in shorts con una fantasia composta da facce di Bart Simpson? La biondina, regina dei vestitini a fiori e delle giacche da capitano della squadra di football, ha pure sfruttato il suo status di indiscussa icona di stile per lanciare la sua linea di moda per Urban Outfitters. Ispirata agli anni ’90, ma anche allo stile delle ragazze che vanno ai suoi concerti.

Nella sua meravigliosa pagina Twitter ci racconta del suo amore per Beyoncé, della sua antipatia per Katy Perry (che a suo avviso non è per niente una degna rappresentante delle California girls), ma anche dei suoi post-sbronza trascorsi spesso e volentieri negli aeroporti, e conseguenti giuramenti di non bere mai più. Su Instagram invece, oltre al culto del suo amato micione Snacks, ecco una miriade di selfies, bizzarri outfit. Ciliegina sulla torta, Bethany ha lanciato un’assurda app per rendere le foto stile Best Coast con il logo, dei filtri, o anche una foto di Snacks. E a proposito di Snacks: quale cosa migliore di una sana ossessione per il proprio gatto (“È la mia principale ispirazione“) per fare breccia nel cuore della Tumblr generation? Esprimere la propria personalità nell’era social: cara Bethany, you’re doing it right.