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Avete mai avuto un sogno? Un sogno così grande da diventare la vostra unica ragione di vita, da rendervi disposti a tutto, capaci di tutto pur di raggiungerlo? Un sogno così prepotente da farvi sentire in difetto, da farvi pensare di non esserne all’altezza, di non meritarvelo un sogno così…un sogno che valga ogni vostro respiro, e senza di lui, senza provare a raggiungerlo vi si spezza il fiato, siete come svuotati, privi di senso e destinazione.

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Beh desiderare qualcosa così ardentemente può essere una benedizione e una terribile condanna. Di Whiplash sono state dette molte cose, che fosse uno dei migliori film musicali degli ultimi tempi – ed è vero – che fosse un film fascista – ed è falso. Intanto bisogna intendersi sulla definizione di “fascismo”: vogliamo dire che è quell’ideologia promotrice di un pensiero unico, inculcato con la violenza, qualunque pensiero che non ammetta la differenza, l’opposizione, la ribellione? Beh se questo è il fascismo Whiplash non è un film fascista. Almeno finché credere in qualcosa, strenuamente, con tutti noi stessi – giusto o sbagliato che sia, che ci porti alla gloria o alla rovina – verrà ancora considerato libero arbitrio.

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Whiplash non è un film sul potere perché nessuno possiede l’altro (semmai entrambi sono posseduti) e non è un film sul sadismo perché la soddisfazione non risiede nell’umiliazione ma nell’elevazione.

Piuttosto, per me è un film sul desiderio. Il desiderio è un treno in corsa, offusca la logica e il buon senso, non ha idea della misura. Vuole solo essere appagato. Ed è proprio questo che ci viene mostrato sullo schermo: la tormentata strada di un desiderio verso la sua meta. Non scandalizzatevi dunque della violenza, del turpiloquio, dell’abnegazione. Piuttosto provate a guardare all’allievo e al maestro come due pugili che si contendono una cintura su un ring insanguinato. Ciascuno accecato dal proprio desiderio, dal sogno che si deve essere degni di sognare.

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Il maestro e la sua ricerca del nuovo Charlie “Bird” Parker, l’allievo che vuole essere grande, il migliore, in qualcosa. Il desiderio è politicamente scorretto, il desiderio è maleducato, selvatico e insieme disciplinato come un asceta. Provate ad essere degni del vostro sogno più grande, provate a rincorrerlo e poi m direte, se non vi sanguinano le mani.

Per me questo film ha centrato in pieno il punto: la strada per arrivare alla vetta è un massacro, e che vi piaccia o no, si devono avere le palle di lottare. Tutti i vostri idoli le avevano, e non perché sono sui libri di storia, ma perché sono stati disposti a tutto pur di far sì che il loro sogno vivesse e gli sopravvivesse, talvolta perfino uccidendoli.

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Uscite un attimo dalla logica della società civile perbenista e bigotta, entrate su quella rullata di tamburo e sentite come si sincronizza sui battiti del vostro cuore. Dimenticate le sovrastrutture e ascoltate il ritmo. Il desiderio è una questione di battere e levare, e questo nessuno l’ha detto meglio di Whiplash.