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Ci sono Sabati che il sole può urlare quanto gli pare, tirare sassi alle finestre e attaccarsi al campanello, eppure no, non ti va di uscire. Conquisti il divano, ne fai una fortezza, addosso solo il pigiama come un’uniforme logora e poi orrende coperte di pile e cuscini e bottiglie d’acqua e cocktail di Maalox e Aspirina, ripetendo allo stomaco e alla testa “Ragazzi, lo so, ho ecceduto stavolta, ma smetto lo giuro, piantatela con quei calci, con quelle gomitate cattive”. E’ inutile che cerchi nei forum “rimedi naturali ad una sbronza”, sai bene che in cucina non ci arrivi, le gambe sono appendici molli pensate per star ripiegate sotto al sedere.

"Whip It"

Fatto sta che l’unico peso che riesci a sostenere, il polso appoggiato ad un ginocchio, è quello del telecomando. E non è poco perchè quanto diavolo pesano queste astronavi a pulsanti d’ultima generazione? Comunque. Fai zapping. Così lo chiamano che vi devo dire. Come se le dita scorressero veloci, beati loro che ci riescono qua ancora non è chiaro come si alza e si abbassa il volume. Va bene così com’è, il volume, medio. Per un attimo pensi che in fondo Forum non è poi così male, il giudice ha ragione, sicuro ha ragione si vede che è competente con la toga e il cranio pelato stile Marlon Brando in Apocalypse Now. Uno così non può che sputare sentenze, sulla vita, sulla morte, sull’affidamento dei minori. Però, però, c’è qualcosa che manca, ci vuole un certo sforzo intellettuale per seguire e la testa non ci crede alla storia de “è l’ultima volta”, maledetta, non ti basta manco l’Aspirina.

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In attesa che si manifesti sotto forma d’oracolo una bellissima bustina di Aulin, premi i ditini oltre la linea dei canali conosciuti. Che bella specie d’avventura, ti senti come Robinson Crusoe, ma con la coperta di pile. Ecco, ecco qualcosa per cui vale la pena guadagnare la posizione orizzontale, mollare con sollievo il peso del telecomando, e sorbirsi pure le pubblicità: Whip It, il primo film da regista di Drew Barrymore. Grazie dio dei palinsesti per avermelo mandato. Perchè mai direte voi. E vi sbagliate. Drew è una fuori di testa lo sanno tutti, da bambina giocava con gli alieni, da grande pure, in un certo senso, seguendo qualche bad trip da crack e mescalina. Le piacciono gli scandali, il cibo spazzatura e i musicisti rock. E’ femminista nel senso che si lava solo quando le pare, ama le donne forti, coraggiose ed istintive e che diamine se vuole stare un intero pomeriggio a mangiare analgesici su un cavolo di divano ci sta.

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Whip It è la summa del Barrymore pensiero. Ragazze toste sui pattini a rotelle, ma non genere Carolina Kostner, più genere puttanella punk in calze a rete e paradenti. Gomitate nel fianco, flirt lesbo nella vasca idromassaggio, e, che volete di più, Juliette Lewis. Musica buona che fa venir voglia di pogare e una dolcissima Ellen Page in piena teenage angst, che fa la classica trasformazione da brutto anatroccolo a cigno in versione rock ‘n’ roll. Un pò d’amore non corrisposto – dev’essere così che Drew si immagina le superiori – ma senza finali melensi perchè gli uomini di quell’età servono solo ad irrompere in piscine deserte per fare sesso, si sa. Se ti spezzano il cuore, occhio per occhio, dente per dente, puoi dargli un pugno e rovinargli il naso per sempre.

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Magari fosse così l’adolescenza cara Drew, musica punk e concerti e pattini a rotelle e battaglie di cibo al fast food. Ragazze che hanno nomi come Eva Destruction e Maggie Mayhem, t’addormenti nerd e ti svegli rockstar. Ma per questo Sabato ti stringo la mano, no non farmi alzare dal divano, raccontami ancora com’era la storia di Sheena, che era una punkrocker, come me prima di incontrare ‘sta coperta di pile.