Weegee in persona ci racconta i suoi giorni a “Weegeeland”.

Ieri ho ricevuto in dono questo libro e non sono riuscita a staccarmene, completamente persa nel mondo di Weegee (alias Arthur Fellig), nella violenta New York degli anni venti e trenta, dei bassifondi, dei diseredati, dei drammi e dei criminali che lui seguiva come un’ombra.
Riusciva ad essere sempre al posto giusto nel momento giusto, con costanza, intraprendenza e genialità.

“La macchina divenne la mia casa. Era una due posti, con un bagagliaio più grande del solito. Ci tenevo tutto, li dentro: macchina fotografica supplementare, cassette con le lampadine per il flash, caricatori con le lastre di scorta,macchine da scrivere, trucchi e travestimenti…Non dovevo più aspettare che il crimine venisse a chiamarmi: andavo io all’inseguimento.La radio della polizia era la mia salvezza. La macchina fotografica…quella era tutta la mia vita e il mio amore…la mia lampada di Aladino.”

Weegee di Weegee. Un’autobiografia
Tradotto da: M. Baiocchi – A. Tagliavini
15 x 21 cm; 176 pag.
fotografie 78 in bianco e nero
brossura con sovracoperta
Editore: Contrasto