La fotografia della solitudine

Fino ai 18 anni Yoi Kawakubo ha vissuto a Toledo. Fino ai 28 anni ha lavorato nella finanza. Oggi vive in Giappone ed è un fotografo. Nel 2012, finora è stato presente con 4 mostre personali nella sola Tokyo.

Luce e mare sono i protagonisti della maggior parte delle sue fotografie. Paessaggi immobili sospesi tra il giorno e la notte, in quell’ora che in Giappone viene spesso associata a spiriti e demoni, e sospesi tra terra e acqua, al confine tra dove l’uomo può vivere, e dove non può.

151 secondi di esposizione inondano di luce questi tramonti solitari. L’isolamento è la sensazione principale che Kawakubo sente mentre fotografa. L’artista dichiara di ricercare continuamente la sensazione metafisica che solo lo scattare gli dà: lui la definisce “un senso di isolamento che è come un teatro senza attori, una realtà irreale”.

Queste immagini sono visioni di sogno, in cui l’uomo e la parola sono,per un solo e solitario attimo, accantonati.