Washi Tape

Generalmente non amo molto i grandi magazzini, ma a Tokyo non si può certo evitare di entrarci.. Così, devo ammetterlo, nei periodi in cui ho soggiornato lì ho dovuto frustrare la mia natura di cacciatrice di piccoli negozietti per avventurarmi spesso nei labirintici, luminosi, affollati e caldissimi depa-to ( crasi nipponica dell’inglese department store).

Per spezzare una lancia in loro favore, bisogna dire che c’è sempre un reparto cartoleria favoloso: di quelli dove spenderesti mattine intere, tra carte da lettere, quaderni, piccoli adesivi, stampini (oh!gli stampini!), cancelleria dal design kawaii… E qui, meraviglia delle meraviglie, si è consumato il mio amore per la washi tape. Ultimamente sta prendendo piede anche in Italia, ma esattamente di cosa si tratta?

La washi tape è un nastro adesivo fatto di carta di riso, reperibile in una vasta selezione di colori e fantasie, viene usato nell’handmade e nelle arti decorative.

Ma andiamo alle origini: tutto iniziò nel 2006 quando un gruppo di signore giapponesi si presentò al cospetto di Kamoi san, proprietario dell’azienda Kakoshi&co., che tra le altre cose si occupava anche della produzione di nastro adesivo colorato sotto il nome MT masking tape. Le casalinghe in questione gli misero sotto il naso i loro bellissimi album decorati con i suoi nastri adesivi, implorandolo affinché la scelta dei colori venisse ampliata.

Da lì al felice matrimonio con l’hobby americano dello scrapbooking il passo è stato breve.. Oggi grazie alla mania e alla cura tutta nipponica per l’arte dell’impacchettare, e alla moda statunitense del DIY (“do it yourself”) la washi tape ha iniziato a spopolare a livello internazionale: non solo album e pacchetti regalo ma vecchi libri customizzati, cornici, decorazioni per le cupcakes, inviti a nozze, mollette per il bucato, expo, Etsy (qui e qui)… Non ha già contagiato anche voi?