Polka Dots are a way to infinity

“Polka Dots are a way to infiniti”.

Questa era la scritta che avvisava i visitatori all’ingresso della prima mostra di Yayoi Kusama che io abbia avuto l’onore di vedere, nel Gennaio 2010 a Milano… ed è stato amore a prima vista, o a primo pois.

Oggi, tre anni dopo, è senza dubbio l’anno di Yayoi Kusama. Era iniziato con l’Obliteration Room, e ora i pois scatenati sferrano un altro attacco, quello decisivo: ha aperto i battenti giovedì alla Tate Gallery di Londra la più grande retrospettiva mai fatta sulla lunga e produttiva carriera dell’artista, ormai ottantaduenne. Se siete interessati alla sua biografia, è stata tradotta e pubblicata in inglese in occasione della mostra: si chiama Infinity Net, come una delle sue opere più famose.

Lascio ad altri (non so se più qualificati, ma di sicuro più propensi di me a giudicare), i commenti sulla travagliata vita della Kusama, e ai critici d’arte il compito di recensire la mostra, o definire la percentuale di influenza che la sua arte ha avuto su quella di altri artisti pop, magari più conosciuti al grande pubblico. Io posso solo modestamente dire che  l’eccentricità e la magia del suo lavoro non vi lasceranno indifferenti. La voglia di infinito e l’ombra della morte  sono temi che raramente vengono trattati con tanta originalità, e l’Infinity Room è senza dubbio l’installazione più interessante che abbia visto in una mostra. Cosa aggiungere…  Let’s go to London!

Ma non è finita qui… se il 2012 deve essere il suo anno non può proprio essere finita qui, no? E infatti sta arrivando Infinitely Kusama, una nuova collaborazione tra l’artista e Louis Vuitton, che sono certa non lascerà delusi i fans dell’una né dell’altro. Dopo Murakami e i suoi sorridenti fiori di ciliegio, il Giappone tornerà a contaminare le sobrie fantasie LV!

Dunque, Valentini d’Italia… avete dimenticato di prendere un regalo per oggi e dovete farvi perdonare? Credo che un biglietto per Londra o una borsa LV+Kusama potrebbero andare bene… (ma perchè non entrambi?)