Se devo dire una cosa – una sola – che ammiro dell’imprenditoria italiana è che non si ferma mai. E’ una macchina da guerra che riserva sorprese, novità e capacità di rinnovamento continuo. Quando poi succede che aziende che hanno alle spalle decenni di storia imprenditoriale si uniscono per un  progetto comune, beh per me è la fine. Mi sciolgo.

Trovo motivante e davvero d’esempio vedere realizzati progetti come quello di SantoniRubelli, è vero che sono solo scarpe e solo tessuti e non stiamo parlando di unirsi per risolvere i conflitti in Medio Oriente, forse però la maggior parte di voi non immagina quanto l’imprenditore italiano medio sia geloso del suo know how e dei segreti della sua azienda e dei suoi prodotti, tanto da bloccarlo spesso e volentieri di fronte ad iniziative spettacolari.

Per fortuna nè Giuseppe Santoni né il Cavalier Rubelli sono l’immagine dell’imprenditore-italiano-medio,  proprio perché hanno saputo far incontrare le loro due eccellenze unendo conoscenza ed emozione, artigianalità e voglia di innovazione. In modo sublime.

Santoni | Rubelli chiude l’Autunno-Inverno 2012 attestandosi come una delle migliori capsule collections delle ultime stagioni, dove la personalità delle due aziende emerge prepotentemente senza però mai offuscare le singole peculiarità: la qualità della migliore tradizione calzaturiera di Santoni e quella dei tessuti ricchi e perfetti di Rubelli, che per quest’occasione ha fornito anche il tessuto punteggiato disegnato nel 1934 da Giò Ponti.

La collezione comprende 3 modelli da donna ed altrettanti da uomo, tutti articoli classici dalle linee pulite impreziositi solo dai tessuti romantici e barocchi d’ispirazione veneziana. Sono prodotti dedicati intenzionalmente al consumatore sofisticato che sa bene cosa aspettarsi da un paio di Santoni e prescinde dalle mode del momento perché ciò che vuole è una scarpa senza tempo che diventa oggetto d’arte.