Va bene Signorina, tutto molto interessante. Ma ora una curiosità della commissione: Come crede che il concetto di sostenibilità ambientale possa essere applicato alle calzature?

Un salto indietro di quasi tre anni. L’ultima domanda arriva inaspettata dopo una ventina di minuti di discussione della mia tesi di laurea e porta con sé sudori freddi e panico. Ma … non abbiamo finito?

Quel giorno di Aprile non lo dimenticherò mai. Perché arrivavo dritta da Londra e non sono riuscita a sentire la tensione fino alla notte prima, quando mi sono dovuta sedere alla scrivania per realizzare che stavo per laurearmi e che, forse, avrei dovuto preparare un discorso anziché affidarmi all’improvvisazione. Ma anche perché non vedevo i miei amici da mesi e perché sapevo che sarebbe stata una giornata incredibile, che avrebbe in un modo o in un altro sancito la fine di un capitolo.

Dopo aver intrattenuto amici, familiari, ignari sconosciuti e professori con la solfa di cinquant’anni di distretti calzaturieri e case history, a quell’ultima domanda non sapevo proprio come rispondere, tanto da arrivare ad abbozzare una risposta che non ricordo bene ma che di sicuro non è stata brillante.

Se mi dovessi laureare nuovamente domani saprei cosa rispondere. Citerei Ligneah, start-up italiana e per di più a conduzione familiare.

Un padre ed una figlia che da convinti vegetariani e cittadini rispettosi dell’ambiente scelgono di cercare un’alternativa alla pelle animale per realizzare accessori di moda. Dopo più di un anno di test e tentativi sono riusciti a lavorare il legno affinché possa essere utilizzato per produrre calzature, borse ed altri accessori di pelletteria. I loro prodotti sono stati presentati ufficialmente al So Critical So Fashion del mese scorso e verranno venduti a partire dal mese di Dicembre in temporary store sparsi in tutta Italia.

I legnami utilizzati per la lavorazione sono frassino, betulla e noce provenienti da foreste certificate Fsc che vengono lavorati secondo una tecnica brevettata. Il legno viene inizialmente sottoposto ad un processo di umidificazione al fine di renderlo malleabile e grazie all’uso di radiazioni laser il legname viene poi micro-inciso nei punti dove la fibra è più dura. Le tinte usate per colorare il materiale risultante sono 100% prodotti ad acqua ed il risultato è un materiale ecologico, ecosostenibile, cruelty free ma anche sensi-di-colpa free !

Ligneah poteva fermarsi qui, ma non l’ha fatto. Ci regala una buona azione che è una cosa bellissima e per la quale vale assolutamente la pena acquistare un prodotto Ligneah: per ogni pezzo venduto l’azienda si impegna a piantare un albero in una zona a rischio deforestazione. Calcolando che con il legname di un albero l’azienda riesce a realizzare circa 400 prodotti tra calzature ed accessori, il successo di questa impresa può diventare un efficace metodo di riforestazione del mondo, con tutti i benefici climatici (mitigare l’effetto serra), economici (creazione di nuovi posti di lavoro) e sociali (miglioramento delle condizioni di vita di popolazioni rurali) che ne derivano.