Jelly Shoes

E’ arrivato il momento.

Scarpe di gomma sì | scarpe di gomma no: il dibattito.

Sapevo che prima o poi mi sarebbe toccato e ho procrastinato il più a lungo possibile. Ma ora è Giugno, si va al mare, ci si mette lo smalto colorato sulle unghie dei piedi tutte le settimane e si comprano queste pseudo scarpe gommose che giustamente in inglese si chiamano jelly. Come le gelatine e come le meduse. La sostanza lucida e tremolante è la stessa.

Io non sono assolutamente pro-jelly shoes. I motivi sono essenzialmente tre: il primo, perché i piedi sudano da far schifo. Il secondo, perché certe donne non si regolano e non capiscono che l’habitat naturale di queste scarpe deve rimanere entro i 5km dalla spiaggia altrimenti poi si finisce che dobbiamo farle rientrare nelle specie protette. Il terzo, perché sono rimasta traumatizzata da piccola da queste qui sotto. Che ci volete fare, era la fine degli anni ’80 e solo per questo perdono mia madre.

Per Cosebelle ho fatto uno sforzo. Mi va di accontentare anche le lettrici a cui piacciono i piedi sudaticci e quindi ecco il post sulle jelly shoes, ma mettete una mano sul cuore e giurate che le usate solo al mare.

Ogni tanto bisogna scegliere il male minore. Ecco non sono sicura di avercela fatta, ho pensato “via il dente via il dolore” e così ho messo come prima opzione l’inarrestabile e onnipresente Melissa. Ma sono stata sopraffatta dalla quantità e dalla varietà di scarpe in gomma che produce. Della serie: Vi presento il monopolio delle scarpe-gelatina. (Queste sono della capsule Melissa + Gareth Pugh)

Gucci. In uscita a giorni, queste quattro ballerine di Gucci si dichiarano eco-friendly in quanto prodotte in plastica biodegradabile. Proposta green per tasche di lusso. Le promuoverei, se non fosse che c’è pure il modello da uomo. Brividi lungo la schiena.

Marc Jacobs. Settecentotrentuno dollari. E ho detto tutto.

Tra le persone da incontrare almeno una volta nella vita io inserirei il designer di queste YSL. Perché, dico, devastare l’immagine di un marchio raffinato come Yves Saint Laurent in questo modo ignobile?! Alzi la mano chi dice sì a queste Tribute. Dico davvero, se vi piacciono ditemelo, con motivazioni ben argomentate. E tu, designer, sappi che ti troverò.

See by Chloè. Spiritose e colorate, le approvo perché le comprerei anch’io. Solo per giornate e serate al mare.