Ci sono i precari, i giovani disoccupati, gli studenti che si chiedono se faranno mai il lavoro per cui hanno faticato molti anni sui libri, gli eterni stagisti, i delusi che emigrano nella speranza che il mondo li accolga a braccia aperte.

E poi ci sono quelli (e quelle) che non si accontentano. Che vogliono di più e lo voglio qui, ora. In Italia sono tanti, tantissimi i giovani di belle speranze che non accettano i no della società e che sfidano questa crisi e questo periodo economicamente infelice puntando sulla creatività.

Su Cosebelle ci sarà sempre spazio per chi ha voglia di distinguersi, è per questo che mi fa piacere scrivere di Crime e delle menti giovani che hanno pensato a questo marchio.

Lo potete pensare, lo potete anche dire, che sono “solo” delle sneakers e che in questi ultimi anni siamo presi d’assalto, ma queste scarpe che oltre ad essere belle e comode hanno il pregio di accompagnarci ovunque senza essere mai fuori luogo.

Io credo che il vero tratto distintivo delle sneakers Crime sia quello che avviene prima, il dietro le quinte, le persone.

Tutto comincia con le sorelle Lisa e Jessica Kistermann, due belle e giovanissime toscane, tanti viaggi e studi tra Londra e Mosca ed una famiglia impegnata nel tessile che certo aiuta, o almeno supporta lo spirito imprenditoriale che le caratterizza già così giovani. Sanno bene qual è lo stile che vogliono far trasparire dalle loro creazioni, per il come hanno trovato l’aiuto del giovane stilista Alex Lando che è riuscito a far emergere il sapore multiculturale e rock dell’East End londinese senza cadere in facili ostentazioni.

Nei negozi trovate la loro prima collezione, in cui la fanno da padrone pellami duttili dai colori che si alterano e personalizzano con la luce del sole e gli accessori più glamour, come piccole borchie e le immancabili zip. Per il prossimo Inverno invece, le proposte Crime si arricchiscono di materiali come il pony e di pellami pregiati, ad esempio il rettile, che caratterizzeranno la linea vintage. Tutto questo senza dimenticare la loro identità ed individualità, marchi di fabbrica che emergono anche nel loro logo, un’impronta digitale.