Una meravigliosa scoperta, per caso.

Nel 2007 il signor John Maloof, di Chicago, decise di acquistare ad un’asta qualche scatolone di vecchi negativi mai sviluppati per 400 dollari.
Non sapeva esattamente cosa contenessero, ma era alla ricerca di qualche vecchia fotografia di Chicago per un progetto, e da quel poco che aveva visto lì ci poteva essere qualcosa di buono.

I negativi erano circa 100,000, e John non trovò nessuna fotografia utile per il suo lavoro.

Trovò un tesoro.

Andiamo indietro di qualche anno. Vivian Maier nacque a New York nel 1926, e dopo essere cresciuta in Francia fece ritorno negli Stati Uniti nel 1951, prima a NY e poi a Chicago, dove rimase per i successivi 40 anni lavorando come tata. La passione per la fotografia le era nata a New York, girando per la città cercando di affinare la sua arte, e così nei suoi giorni liberi Vivian passeggiava in compagnia di una Rolleiflex a doppia lente, puntandola verso tutto quello che attirava la sua attenzione e scattando a ripetizione. Per circa 100,000 volte. Vivian continuò a scattare sino agli anni ’90, senza mai mostrare a nessuno –  e spesso non vedendoli nemmeno lei – i risultati del suo lavoro.

Per conservarle, depositò le scatole piene di negativi in un magazzino, che molti anni dopo andò in fallimento e venne messo all’asta insieme a tutto ciò che conteneva e non era mai stato reclamato.

Torniamo al 2007. John si rende conto di avere per le mani una serie infinita di immagini preziosissime, che inizia a sviluppare e a caricare su un blog. La risposta è esaltante.
Poco a poco si rivela una collezione sterminata di street photography che ci mostra scorci preziosi di una quotidianità ormai dimenticata, scene di un’epoca appena passata che molti di noi hanno visto solo nei film. Ogni giorno si resta in attesa di una nuova immagine: saranno due fidanzatini, un vecchio addormentato, un cane, un autoritratto, dei bambini in spiaggia? Rimane ancora tanto da sviluppare.

Sono in preparazione un documentario, “Finding Vivian Maier” (che su Kickstarter ha ricevuto il quintuplo dei fondi richiesti all’inizio, per dire l’entusiasmo) e un libro, edito da Powerhouse, in uscita nel 2012.