La casa di Brunella si trova nei quartieri storici di Matera, i Sassi, sito Unesco dal 1993 che nel 2019 saranno il centro della Capitale della cultura Europea. Brunella mi ha guidato in un vero e proprio tour alla scoperta della sua dimora, una casa comprata in mezz’ora nel 1998, ristrutturata con passione in due anni, e che ha rappresentato il senso, per lei, per tornare a Matera dopo 25 anni vissuti lontano. Una casa caratterizzata da molta luce naturale, spazi ampi che si susseguono e a cui torna con piacere, appena può, nonostante i molti impegni fuori città.

Colpo d’occhio

  • Chi ci abita: Brunella Guida, 53 anni, life e business coach
  • Dove: Matera, Rione Vetera
  • Superficie: 230 m²; soggiorno, cucina, living, 2 camere da letto, 2 bagni, 1 studio
  • Anno di costruzione: 1200 circa
  • Anno di ristrutturazione: 1998-2000
  • Il particolare interessante: è una casa composta dall’aggregazione di 5 vecchie unità abitative dei Sassi, quartieri storici di Matera

Alla scoperta delle case nei Sassi

Le case nei Sassi erano nate come una tipologia di abitazione economica, duttile e sostenibile perché veniva scavata nella roccia, utilizzando le risorse del territorio e nei secoli è sempre stata recuperata e riutilizzata, cambiando anche destinazione d’uso. Questa stratificazione nel tempo si percepisce bene nella casa di Brunella, infatti è composta dall’aggregazione di cinque ambienti costruiti attorno al 1200 e recuperati dal 1998 al 2000. Oltre alla figura tecnica del direttore dei lavori, necessaria per tutte le pratiche burocratiche, il resto dell’intervento è stato progettato, disegnato e realizzato da Brunella basandosi su due criteri: la voglia di fare le cose con le sue mani e la voglia di inventare nuovi concept e oggetti partendo da un discorso di sostenibilità economica. La sfida più grande nella realizzazione è stata accettare la complessità della casa e del vivere nei Sassi. Brunella ama le contaminazioni, per cui ha voluto creare situazioni diverse senza caratterizzarle, la sua casa non è né rustica né moderna né etnica, ma ha immaginato una casa che avesse un po’ tutto questo. Tutto è basato sul gusto personale e sulle ispirazioni raccolte durante i viaggi. Ma soprattutto molti amici che vivono sparsi nel mondo sono passati da casa sua, portandole doni che ha posizionato con equilibrio in ogni angolo della casa, andando a fare compagnia agli elementi acquistati da lei negli anni.

La stanza del cuore

Il suo spazio preferito – e anche più utilizzato – della casa è quello che si trova all’ingresso. Quello con tre divani, dove passa le sue giornate e da dove ha tutto sotto controllo, essendo centrale sulla distribuzione dell’abitazione. Nella sua casa Brunella ha portato molti oggetti appartenenti alla residenza precedente di Roma e ha comprato pochi elementi nuovi. Per la natura dello spazio, molto ampio e con alte volte, si è resa conto invece, durante la realizzazione, della necessità di studiare un progetto di illuminotecnica puntale e si è rivolta all’architetto Alessandra Bia. Lo spazio è caratterizzato da colori neutri su cui ha inserito oggetti di diversa natura e provenienza. In primo piano, a dare il benvenuto al visitatore una cassapanca recuperata al mercato di Porta Portese. A terra una pavimentazione in piastrelle di terracotta antica recuperata. Tutto lo spazio presenta lampade a parete e a sospensione Catellani & Smith.

Le scelte nell’arredamento della zona giorno

Nel salotto c’è un grande camino, dal disegno minimal, che viene utilizzato molto in inverno. Lungo quella parete vi è una mensola di pietra bianco/grigia appoggiata su dei mattoni di tufo. Brunella racconta: «Questa pietra è il più grande affare che ho fatto nell’arredare casa. Proviene dall’India e mi è stata regalata. Ero andata a Gorgoglione, un piccolo paese della Basilicata famoso per le cave di pietra, dove però, da un po’ di anni, molte pietre provengono dall’India. Questa pietra la stavano buttando via perché presenta dei fossili in superficie e pensavano fossero un difetto. Per me è risultato un grande affare oltre al fatto che mi piaceva molto».
Uno dei tre divani è un pezzo di modernariato anni Sessanta di sua nonna, recuperato e ritapezzato con del tessuto viola. Stessa stoffa e colore per due poltroncine poste in un lato della sala da pranzo – l’angolo della casa a cui Brunella è più affezionata – vicino a un quadro comprato da suo padre, di grande valore simbolico.

La sala da pranzo ha al centro una copia del tavolo Frate di Driade, realizzato su misura da Riccardo Torchi, ex compagno di Brunella, di dimensioni superiori, lungo 2,8 metri. Attorno al tavolo sedie indiane di Oltrefrontiera e lampade a sospensione in terracotta. Il muro accoglie invece una credenza, nicchia per bicchieri e tazze, in legno di ciliegio con porte basculanti e a scomparsa.

Un invito a rilassarsi

L’angolo del relax, un ampio living, presenta un divano usato per leggere e rilassarsi, realizzato sempre da Riccardo, amante del fai da te. Un elemento semplice composto da una base con grandi cuscini confezionati a Matera con un tessuto fatto arrivare dal Marocco. Alla parete lampade di metallo provenienti sempre dal Marocco. Tutta la casa è caratterizzata dalla presenza di molti cuori e angeli, di vari materiali e grandezze. Nel living un pezzo molto raro è appoggiato a una parete, la libreria Angelo necessario di Paolo Pallucco e Mireille Rivier, un pezzo essenziale, pieno di libri. Su un’altra porzione di parete del living è stato appeso un sistema di vasi verticali con irrigazione a goccia, simile al sistema delle flebo. Un mobile balinese fa da appoggio a vari oggetti e da contrasto a due quadri a smalto di un artista di Altamura, che rappresentano uno l’equilibrio e l’altro la forza.

Essenzialità e flessibilità in ogni intervento

Accanto al mobile una porta conduce allo studio, lo spazio di lavoro di Brunella e da qui si giunge a un corridoio su cui si affacciano le due camere da letto. Una, quella di Giorgio, suo figlio, che non vive più con lei, è stata trasformata in un piccolo monolocale, una camera con soppalco per ospiti. Per non modificare la bellezza delle pareti di mattoni ogni intervento è essenziale e flessibile. Brunella ha realizzato un armadio a muro su misura in legno, un futon, un pouf che si trasforma in letto singolo o matrimoniale, e un letto a una piazza e mezza. Pura funzionalità con un pizzico di estetica e la presenza di una bella lampada a terra che si può trasportare e posizionare ovunque.

Nella stanza da letto padronale

L’altra camera è quella di Brunella. All’ingresso è stata posizionata una scala per la raccolta delle olive, che porta a un terrazzino e che diventa superficie di appoggio per vestiti e tessuti. Questa camera è l’unica quasi in grotta, appoggiata alla roccia, quindi è molto fresca in estate. La cabina armadio è stata realizzata da Riccardo, ha le porte scorrevoli con i mobili interni su ruota per permettere una maggiore funzionalità degli spazi. Il letto è stato realizzato con delle travi da cantiere, scartavetrate e dipinte con dell’impregnante. Nella parte inferiore presenta un cassettone con coperchio. Il materasso è giapponese in foglia di cocco e cotone. La coperta ricamata era della nonna, e le lenzuola rigorosamente di lino. Brunella ama la “mixitè” di stili e questo si percepisce bene nell’armadio della nonna, restaurato e decorato con alcuni pomelli antichi recuperati a Formentera.

Un’immersione nel bello di Matera

Tutta la casa ha finestre con prospettive sull’esterno, sulla bellezza unica dei Sassi, e sul sistema di piazze comuni, chiamate a Matera “vicinati”. Due terrazzi arricchiscono la casa e sono vissuti molto in estate, con piante e fiori. Brunella ha un’ossessione: comprare delle mini casette in ogni città che visita per coltivare l’illusione di avere una casa in tutto il mondo; io mi sento fortunato ad essere entrato nella sua casa con occhi nuovi e aver scoperto il suo mondo infinito che si cela dietro ogni dettaglio.

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Articolo a cura di Andrea Paoletti per Houzz
Cover di Pierangelo Laterza