Leighton house

Se vi trovate tra Kensington e Holland Park con un’oretta di tempo a disposizione, vorrei consigliarvi un luogo magico, non troppo noto ma veramente degno di attenzione, specie se siete amanti dell’epoca vittoriana come me. “Età vittoriana dici? Intendi quel coacervo di stili, quell’ammasso di decorazioni eccessive, quell’esotismo ridondante, di cui per fortuna l’era contemporanea ha fatto piazza pulita?” Sì, o detrattori dell’Ottocento, proprio quella, risponderei asciugando una lacrimuccia ma sollevando allo stesso tempo un volto fiero. Sì, l’eclettismo, il kitsch, le cineserie, i tendaggi pesanti, i decori floreali, le ringhiere svolazzanti, gli orpelli che non hanno altra funzione reale che accalappiare e intrattenere l’immaginazione, come una ragnatela intrappola le gocce di rugiada.

Insomma, questa wunderkammer del XIX secolo, da poco riamperta al pubblico dopo un costoso restauro, è la casa-museo del pittore e scultore Sir Fredric Leighton, ed è quanto di più vittorianamente britannico o britannicamente vittoriano si possa trovare. Al piano terra è la splendida Arab Hall, tutta ricoperta di piastrelle di ceramica portate appositamente da Damasco, con la fonatana che zampilla al centro. Si prosegue tra seta e legno, colori su colori, ogni stanza uno scrigno di gioielli. Si sale poi la scalinata, tra arredi e dorature, vasi e colonnine, fino allo studio del pittore, dove si possono ancora ammirare molte sue opere, oltre a quelle della sua collezione.

Se per voi arte è soltanto lo scarno minimalismo dell’industrial design, o l’efficiente logica dell’architettura razionalista, state lontani da questo luogo di perdizione. In caso contrario, buon godimento.