C’era una volta…

Nicholas Kirkwood, re indiscusso di geometrici volumi calzaturieri. Ci fu poi l’evoluzione della specie che passo dopo passo dai volumi arrivò alle curve, secondo i rigidi seppur veloci tempi della matematica moderna.
In mezzo a questi vortici della materia Victoria Spruce ha plasmato la sua collezione.
Laureata presso il Royal College of Arts, Victoria ha già la fama di essere una specie di Zaha Hadid o Karim Rashid dello shoe design e lancia la sua sfida alla fisica della camminata.

Sensuali, morbide,  proprio come una curva femminile, le sue scarpe per la stagione estiva 2012 nominate “Sculptural wonders”, “meraviglie scultoree” fanno sì che l’insieme gamba-piede segua come una linea continua immaginaria.
Ispirata infatti dall’architettura e dalla scultura, Victoria fa interagire tra loro i materiali grazie alle moderne tecniche di shaping e l’uso della più tradizionale tecnologia, sottolineando così anche i contrasti tra duro e soffice, opaco e lucido, attuale ed eterno. Come una linea continua appunto.