Anversa ai tempi di Rubens e Van Dyck.

Ogni tanto capita di avere un piccolo “blocco creativo” da superare quando si è in procinto di scrivere un nuovo articolo. In cerca di ispirazione ho dato un’occhiata ai miei vecchi articoli, la cosa non ha aiutato molto se non a farmi prendere atto di quante volte abbia raccontato di posticini piccolini, carini, appartati, tranquilli, accoglienti e intimi. Di atmosfere fiabesche quasi in modo surreale. E sappiate che questa volta non sarò da meno, non perché sia una persona ripetitiva e ossessionata da tutto ciò che è piccolo, dolce, romantico e delicato (forse un pochino) ma perché Anversa è, per la maggior parte delle volte, proprio così!

Camminando in giro con il naso all’insù, senza seguire strade e cartine, facendosi guidare semplicemente da ciò che colpisce di primo impatto lo sguardo si scoprono posti che, in seguito, con la consapevolezza di volerci tornare sembrano impossibili da ritrovare, nemmeno fossero scomparsi per magia.

È così che ho scoperto questo vicolo, naturalmente piccolino, romantico, tranquillo ed appartato, che attraversa, a due passi dalla cattedrale, alcune vie del centro, con tre diverse entrate/uscite che lo fanno sembrare quasi un passaggio segreto che vorresti conoscere solo tu ma che sarà, purtroppo, sicuramente segnalato su qualche guida turistica.

Vlaeykensgang è stato completamente ristrutturato ma mantenuto nell’aspetto come appariva Anversa ai tempi di Rubens e Van Dyck. All’epoca la città era piena di vicoli come questo, che con il tempo sono stati però distrutti.

All’interno si scoprono anche ristoranti con terrazze ed eleganti cafè.

Come arrivarci? A voi la scelta: cercare le indicazioni con una mappa oppure (e vuoi mettere la soddisfazione di trovarlo da soli, quasi per caso) farvi guidare dal proprio istinto.