Museum of London

Visitare un museo è come compiere un viaggio in luoghi che altrimenti ci sarebbero preclusi. Gli scheletri dei dinosauri giunti a noi dall’era glaciale, un quadro di Botticelli che ci trasporta nella Firenze del ‘400, modelli di pianeti per viaggiare verso galassie lontane, ori dei Maya, statue del Corno d’Africa, vasi cinesi o abiti del Settecento, portati sotto i nostri occhi da luoghi e tempi che non siano il qui e l’ora.

Fra tutti i musei che Londra offre ai suoi visitatori, il Museum of London è come una capsula per viaggiare nel tempo senza muovere un passo dal luogo in cui siamo. Entrando ci si lascia alle spalle la Londra moderna, il traffico che scorre tra le alte mura di uffici e parcheggi; senza quasi accorgersene, si attraversa il limen dell’antico London Wall – sì, quello degli antichi romani – e si entra a… Londra. Solo che siamo nel Settecento, con damerini incipriati e giardini segreti.

Poi entriamo nell’Ottocento, e le strade sono illuminate da lampade a petrolio e un manifesto pubblicizza un volo in mongolfiera. Oppure con un salto improvviso andiamo avanti, alle prime automobili, ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ai Beatles, dove volete.

E poi indietro di nuovo, al tempo di Shakespeare, e ancora prima, indietro fino al medioevo, e ai Romani, e ai villaggi di capanne, e al tempo in cui qui non erano che verdi colline e pianure attraversate da un placido fiume. Se amate Londra, la amerete anche qui, nel suo passato, nei suoi ricordi, in ciò che l’ha resa quello che è ora.