Lei è Valentina e per il suo trentesimo compleanno ha deciso di regalarsi un’esperienza che vale una vita. Partirà a dicembre per un viaggio attraverso Thailandia, Myanmar, Laos, Malesia, Indonesia, Cambogia e Vietnam, ma forse anche  Cina, Nepal e India. L’itinerario è di massima, saranno gli incontri e il destino tracciarlo. Il ritorno, per ora un grande enigma, sarà probabilmente via Transmongolica, ramo della celeberrima ferrovia che arriva a Mosca. Altre grandi città saranno bandite, per lasciare spazio a zone rurali e culture contadine. Valentina progetta di soffermarsi in villaggi, presso associazioni locali o ong, di usufruire dei network per viaggiatori come il wwoof, il couchsurfing e il workaway, che permettono di essere ospitati dalla gente del posto, ottimizzando così i costi del viaggio, e ampliando la possibilità di incontri e condivisione di esperienze.

L’agriturismo nel quale lavorava Valentina in Emilia

COSEBELLEValentina Miozzo, un’autobiografia per luoghi.

VALENTINA MIOZZO – Sono nata a Modena nell’82, ho vissuto in centro città fino ai 10 anni, ma in realtà sono cresciuta allo stato semi-brado nel cortile di casa, dove c’erano tanti alberi, un pozzo, l’orto. Un condominio fuori dalla norma, dove tutte le famiglie si riunivano per grigliate e feste nel cortile, era più simile ad una comune ben organizzata. Ero sempre sopra gli alberi e non ho ricordi di vita urbana. Ho sempre vissuto nella natura e a contatto con altre persone. Verso i 10 anni la mia famiglia si è spostata in una casa in collina, a Maranello. Sono legata alle tradizioni emiliane e alla mia terra. Sono cresciuta in completa libertà, i miei genitori hanno sempre viaggiato e questo ha contribuito ad alimentare la mia curiosità verso altre culture. Credo di aver mantenuto la stessa curiosità di quando ero bambina. A 14 anni avevo già ben chiara la mia passione: viaggiare ed esplorare il mondo. A 18 anni sono partita per Londra, dove ho vissuto 3 anni. Al mio ritorno, stanca della vita di città e desiderosa di ritornare a vivere a contatto con la natura, ho aperto un b&b in campagna, che è poi diventato un agriturismo. Ho gestito la ricettività e la promozione turistica per 6 anni, un mese fa ho lasciato la gestione. Una decisione difficile, ma voglio dedicare due anni della mia vita all’esplorazione del mondo. Per questo mi trovo ora a Roma per un Master in Comunicazione e Cultura del Viaggio. Lo scopo è quello di affinare le tecniche di fotografia e scrittura per prepararmi alla partenza per il mio lungo viaggio, prevista a dicembre.

CBCosa significa per te viaggiare?

VMViaggiare per me è ricerca, scoperta, apprendimento. Il mondo è l’università più bella che una persona possa frequentare. Il viaggio insegna attraverso esperienze ed emozioni che non si dimenticano. Viaggiando e entrando in stretto contatto con la gente del posto si creano rapporti autentici e genuini, si imparano nozioni storiche, geografiche e culturali, si conoscono altri stili di vita, ed è attraverso questo incontro con la diversità che si imparano l’umiltà e il rispetto, le fondamenta per un mondo migliore.

CB – Quando è nata questa idea del viaggio di due anni? Come mai proprio in Asia?

VML’idea di un lungo viaggio c’è sempre stata, ma ad agosto 2011, al mio ventinovesimo compleanno, mi sono detta: “E’ il sogno della mia vita, o adesso o mai più” e ho cominciato i preparativi, sia psicologici che pratici. Per prepararsi ad un lungo viaggio consiglio la lettura di “Vagabonding” di Rolf Potts. Ho scelto l’Asia perché è il continente ideale per una donna che viaggia sola. Dopo aver viaggiato in Sud America e in Africa, quando sono arrivata per la prima volta in Asia mi sono sentita molto più tranquilla, con meno preoccupazioni. C’è sicuramente meno criminalità. In futuro visiterò sicuramente anche altri continenti, ma per un viaggio così lungo preferisco viaggiare senza ansie, in un’atmosfera rilassata.

In Senegal

CBQual è l’obiettivo di questo viaggio?

VMApprendere, crescere, tornare arricchita di esperienze. Acquisire un bagaglio di informazioni fondamentale e prezioso per avere una maggiore conoscenza e consapevolezza di tanti luoghi e culture, non solo da consigliare ad altri viaggiatori ma indispensabili per la mia crescita interiore. Questo viaggio sarà un percorso personale, dentro me stessa. Ma è anche un percorso professionale, lavoro nel turismo e conoscere nuovi paesi mi permetterà di creare nuovi itinerari.

CB – Cosa metterai nel tuo zaino?

VMVoglio partire leggera, spiritualmente e materialmente, quindi porterò l’essenziale. La novità rispetto ai viaggi precedenti sarà un ebook reader, viaggiando così a lungo è l’unica soluzione per non rinunciare alla lettura.

CB C’è una qualche figura di viaggiatore che ti ha particolarmente ispirato?

VMKapuscinski e Terzani sono i miei viaggiatori prediletti. Apprezzo in generale chiunque viaggi con un approccio antropologico.

In Ecuador

CB – Partire da sola è una tua specifica scelta: c’è dietro un motivo in particolare? C’è qualche consiglio che daresti alle ragazze che partono da sole, o che vorrebbero farlo ma non ne hanno il coraggio?

VMMi piace immergermi completamente nella cultura locale e viaggiando in solitaria è più semplice inserirsi in un nuovo contesto, fare nuove amicizie e approcciare la gente del posto. Si apprezzano meglio i rumori, gli odori, i silenzi, si ha tempo per pensare, leggere, scrivere. Una donna che viaggia da sola è più vulnerabile, ma in realtà deve adottare gli stessi accorgimenti dei viaggiatori uomini, essendo però consapevole dei rischi ulteriori. Quindi il mio consiglio è informarsi prima e durante il viaggio su tutti questi aspetti. Se invece una persona non ha il coraggio di partire sola… non dovrebbe partire. Significa che non lo desidera abbastanza, che in quel momento non è pronta e può rischiare di vivere il viaggio con ansia e paura.

CB – Ami viaggiare in paesi lontani e scoprire culture diverse, eppure ci tieni a mantenere un forte legame con la tua terra d’origine. Come gestisci questa dicotomia?

VM – Sono legata all’Emilia, ma in particolare alle tradizioni contadine. I ritmi del contadino sono quelli della natura, di conseguenza le abitudini sono simili in tutto il mondo. Quando viaggio prediligo le zone rurali per condividere con altre persone lo stesso stile di vita ed è molto interessante il confronto con altre culture. E’ il contesto rurale il legante tra l’Emilia e i paesi lontani.

In Cambogia

CB – Una paura pre-partenza e una speranza.

VM – Ho scelto di lasciare un lavoro che adoro e di allontanarmi dalla mia casa e da tutti i miei affetti  per realizzare il mio sogno, ho lasciato tutto ciò che mi dava sicurezza, ma sono consapevole che l’incertezza fa parte del viaggio. E’ quell’inquietudine che passa una volta partiti. Spero al mio ritorno di riuscire a mettere a frutto, anche professionalmente, le esperienze e le conoscenze acquisite durante il viaggio.

CB – Una cosabella.

VM – La forza della natura, magnifica e grandiosa.

Potete seguire Valentina sul suo Blog o su Twitter | Intervista di Silvia Benedet e Valentina Silvestrini