Del 1970, diretto da Jaromil Jires.

In italiano è stato tradotto come “fantasie di una tredicenne“, il che inquieta abbastanza e fa venire strani pensieri. Non si tratta di un film horror erotico, tra l’alto molto in auge al tempo. È solo un horror.

La storia è molto semplice: Valerie, orfana, vive con la nonna ed ha una fervida immaginazione. Un’immaginazione fatta di mostri e vampiri, che ad un certo punto diventano realtà.

Il Dizionario Morandini lo definisce un caleidoscopico intreccio di sortilegi e allucinazioni, il che è verissimo. Ciò che colpisce è soprattutto l’eleganza delle immagini, che riescono a rimanere di straordinarie tonalità pastello, nonostante la crudezza. Un’estetica molto simile si può ritrovare nelle “Margheritine“, film più o meno dello stesso periodo, stessa nazione. Bravi questi cechi.