Siamo in Puglia, una regione negli ultimi anni ha visto accrescere la propria notorietà in virtù di una progressiva riscoperta delle numerose ricchezze storiche e naturali. La sua personalità è molteplice e affascinante, come dimostra il rinnovato interesse vacanziero che l’ha trasformata in nuova meta obbligata per molti turisti internazionali.

Non lontano dall’antica città di Trani, sulla costa Adriatica, i tre fratelli Cassanelli – Enrico, architetto, Mario, insegnante di filosofia, e Angelo, ingegnere – decidono di rimettere mano agli annessi di un vecchio appezzamento agricolo di famiglia, ribattezzato I Trulli sul Mare. Il loro desiderio è chiarissimo: valorizzarne la storia del territorio grazie a un restauro conservativo che non ammetta deroghe ai vincoli paesaggistici e ai criteri di bioarchitettura e bioedilizia, così da esaltare la bellezza arcaica del luogo e la semplicità poetica della tradizione contadina. La residenza, aperta anche agli ospiti, è stata realizzata in un vecchio gruppo di trulli.

Cos’è un trullo?

Il trullo è una tipologia architettonica tipica di alcune aree della Puglia, sebbene ricordi molte strutture abitative ancestrali che ritroviamo lungo tutto il bacino del Mediterraneo. Nato come annesso dove i contadini potevano conservare gli attrezzi e occasionalmente riposare durante le raccolte agricole stagionali, la sua è una costruzione geometricamente pura in virtù della sua forma conica. I muri spessi, realizzati a secco, offrono tepore in inverno, mentre in estate sono una garanzia di freschezza (intorno ai 26 °C in piena estate, quando la temperatura in esterno è di 40 °C). La sua struttura assicura pertanto una perfetta tenuta energetica, che ha trasformato il trullo in un modello ante litteram di bioedilizia.

Dentro al progetto: I Trulli sul Mare

Dispiegati su un appezzamento di 6000 mq affacciati sulla costa Adriatica, a poche decine di metri da una spiaggia di ciottoli, anche i trulli de I Trulli sul Mare condividono le stesse caratteristiche tipologiche di cui abbiamo appena parlato. Ai primi due trulli, vecchi di almeno centocinquant’anni, si è aggiunto un annesso costruito nella seconda metà del Novecento e oggi recuperato nel pieno rispetto delle norme paesaggistiche. La macchia mediterranea autoctona – oltre a fichi d’india, mandorli, rosmarini e alberi da frutta, anche un carrubbo di 400 anni – circonda tutta la residenza e si trasforma in una scenografia ideale per arricchire di spontaneità e profumi la vita nel trullo.

Il grande spazio sotto il cannucciato è il luogo privilegiato dove mangiare, leggere e riposare, godendosi la quiete e il contatto con la natura. Attrezzato con tavoli e sedie per permettere di sfruttare al massimo la vita all’aria aperta, il dehors è dotato di un barbeque e di una cucina attrezzata, completa di acquaio e piano cottura a induzione, perfetta per le cene d’estate. Una cartella colori ispirata al paesaggio locale riprende i toni dell’azzurro, del sabbia e del bianco, gli stessi che ritroveremo anche all’interno della struttura.

Nel trullo un arredamento ispirato alla vita marina

Proprio in virtù della sua origine – un annesso per gli attrezzi o un ricovero temporaneo –, il vero trullo non ha mai una metratura molto estesa e il caso de I Trulli sul Mare non fa eccezione. Anche qui, un ambiente unico aggrega la zona giorno e quella notte, che condividono lo stesso gusto per uno stile minimale, tutto giocato sull’esaltazione della vita marina e sul recupero di vecchi arredi popolari.
Questo scorcio sulla stanza di ingresso è un’occasione per ammirare la bellezza del pavimento in cotto scelto da Enrico nel pieno rispetto della tradizione locale. Quello che vediamo, infatti, è un cotto realizzato a mano da una fornace storica pugliese, Cotto Pellegrino.

Curiosa la storia della base di appoggio in ferro battuto verniciato di bianco che vediamo alla sinistra dell’immagine. In origine, strutture di questo tipo venivano posizionate sopra i bracieri di rame, termosifoni ante litteram delle case di campagna, per appoggiare i panni da asciugare. Oggi rivivono come tavolini bassi, tradendo piacevolmente la fattura artigianale che li caratterizza.
La lampada che vediamo sul comodino a sinistra è una creazione di Mario, il quale ha recuperato personalmente un ramo approdato sulla spiaggia per convertirlo in un inedito braccio per il corpo luminoso. Levigato e quindi elettrificato, il legno rafforza il senso di continuità con la natura circostante e con il territorio che abbraccia i trulli.

Alla scoperta della zona notte del trullo

La seconda stanza da letto trova posto all’interno del trullo più antico. Alzando la testa, la struttura conica va a stringersi fino alla pietra sommitale, delineado una copertura avvolgente e allo stesso tempo di grande respiro proprio in virtù della sua altezza. Le pietre, tutte originali e fugate con la calce per scongiurare la sporcizia e la presenza di insetti, recano ancora le tracce dell’antica vita contadina, come dimostrano i vecchi segni di fuliggine che ci parlano di un tempo in cui il fuoco veniva ancora acceso al coperto per cucinare o per riscaldare gli abitanti di passaggio.

Ancora una volta, elementi di recupero costituiscono la scelta decorativa privilegiata, come nel caso dei vecchi remi, anche in questo caso un regalo del mare approdato sulla spiaggia. Unica concessione al design, gli abat-jour giapponesi ai lati del letto.

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Articolo a cura di Giulia Zappa per Houzz
Foto cover di Elena Salerno