Se avete amato lamentarvi perché l’uomo spariva dopo avervi illuso che vi avrebbe amato per sempre e vi siete strutte lamentandovi perché l’uomo si illudeva che l’avremmo amato per sempre, non potete perdere l’ultima appassionante puntata: lamentarsi dell’uomo che (pare) non volerne mezza. Gli highlight li potete trovare sulla nuova e fortunata pagina di Facebook Gli Uomini sono le nuove donne.

È questo l’ennesimo episodio dell’unica saga che più va avanti, più aggiunge punti interrogativi invece di toglierne. Gli uomini e le donne si capiscono poco, questo è noto. Ed è così noto che da secoli non si parla d’altro e ci campano innumerevoli generazioni di romanzieri, registi, social network e macchiette comiche televisive. Gli uomini che vengono da Marte e le donne da Venere, gli uomini che fanno una cosa la volta e le donne che sono multitasking, gli uomini che aggiustano il radiatore e le donne che non sanno fare manovra. Poi è finita che alle donne non potevi più dire che non sapevano fare manovra e che erano brave perché sapevano fare tre cose contemporaneamente, perché mica c’è scritto nel dna.

Quando è successo non ci è dato saperlo di preciso, ma ciò che sappiamo bene è il risultato di questa sorta di mutazione (allora vedi che forse il dna c’entra): lì fuori in pochissimi ci riparano il radiatore a meno che non li paghiamo mezzo stipendio, ma nemmeno quelli che nel frattempo si sono industriati a imparare a fare l’orlo ai jeans non sono poi queste frotte.
La colpa può essere che ormai con le mani nessuno ci sa fare granché, a parte digitare tasti. Ed è per questo che il tuo calzolaio ti sembra che guadagni molto più di te che tieni appeso in cameretta il certificato di frequenza del Master in Comunicazione. L’adattamento manuale è complicato. Mica siamo tutti fringuelli delle Galapagos. Si fa molto prima con le abitudini e (meno) con i sentimenti.

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Se per anni abbiamo rotto con storie del tipo «ma siediti se devi fare la pipì, mica sei all’Oktoberfest» – di certo un passo avanti per l’evoluzione della specie domestica – perché adesso dobbiamo lamentarci del fatto che qualche uomo lo fa spontaneamente? Se ci chiede se ci possiamo togliere le scarpe vorrà dire che sa quanto rompe lavare i pavimenti il sabato mattina e se le toglierà anche lui quando lo inviteremo. Non gli abbiamo rotto le palle per anni per questa ragione? E se non l’abbiamo fatto direttamente noi, probabilmente le tante madri lavoratrici che si sono interposte tra noi e gli anni Cinquanta ci avranno facilitato la vita a suon di educazione pavloviana, restituendoci degli uomini (alcuni) che non credono che le camicie escano pulite e stirate dalla lavatrice e che nessun folletto pulisca i pavimenti di notte, perlomeno non senza che nessuno gli attacchi la spina e lo governi con sapienza anche negli angoli più difficili.

Ne Gli Uomini sono le nuove donne ci sono tante tragedie quotidiane che assomigliano ai racconti delle nostre amiche single.

Sono le loro avventure che spesso fanno apprezzare il proprio attuale compagno con tutti i suoi difetti, posticipando la peregrina idea di tornare single in questo mondo confuso e privo di punti fermi. E quando capita che ci si piomba, nella singletudine, la speranza è solo una: oroscopo/destino/Tinder/kabala/Babbo Natale fai che per me la storia sia diversa da queste qui sotto.

Gianna Nannini chiedeva di non insaponarsi, ma stuoli di donne lo hanno invocato a gran voce e ancor oggi pare che la lezione sull’igiene non sia ancora recepita da tutti.
Sì, lo ammetto. Ho porto la crema idratante ai miei compagni. Ho consigliato dopo sfregi in svariate parti del corpo che forse è meglio limarle, le unghie, visto che non si sanno impugnare a dovere le forbicine. Ho caldeggiato scrub e spiegato come fare la besciamella. E ora linciatemi perché il vostro vicino di metropolitana è profumato e il vostro nuovo moroso se vi accarezza non vi incide il collo con un’unghia.

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Se accendiamo la tv, i social, leggiamo un qualsiasi articolo, per buona parte del tempo c’entra la crisi. I giovani che vivono a casa dei genitori, che non fanno figli perché non hanno soldi. In più qualcuna di noi ha pure osato lamentarsi perché durante un appuntamento lui ha provato a pagare il conto (per questa parte io non c’entro niente, sappiatelo). Quindi perché se ci porta al cinema il mercoledì è una brutta persona? Pensa alle nostre (e magari anche alle sue) finanze. De sti tempi.

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È che ci siamo abituate a dire che agli uomini basta che respirano. Ma quanto ci sentivamo intercambiabili? Quanto ci sviliva tutto ciò? Ecco che oggi pare abbiamo scoperto l’esistenza dell’uomo che gli devi piacere. Incredibile, eh? Magari è solo che non ne vuole mezza per davvero e siccome adesso i messaggi non si pagano e sappiamo ogni secondo cosa sta facendo l’altro (più o meno) deve ingegnarsi a trovare un modo più cortese per dircelo. Ma la morale è sempre le stessa, quella del film: La Verità è che non gli piaci abbastanza. Solo a volte, per fortuna.

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Quanti ne avete friendzonati? Al di là dell’amico del cuore che non conta, ma quanti ne abbiamo mantecati invitandoli a casa a vedere il film, chiedendo di portarci a casa perché eravamo sbronze, facendoci accompagnare a vedere quella mostra sulla Cina medievale che non voleva vedere nessuno? Con quanti di questi poi ci siamo giaciute? E nel caso in cui ci abbiano provato loro con quale tenera risolutezza gli abbiamo fatto capire che non ce n’era? Che avevano frainteso? Tantissimi. E ora che hanno imparato che essere stronzi non paga, che pure loro magari non vogliono solo aggiungere una tacchetta, che pure loro cercano – udite udite – la persona giusta, quella che non li usa come li trattiamo? Rivogliamo il cavernicolo indietro? Ma allora, davvero, chi le capisce, le donne?

Più andiamo avanti più è complicato. Per tutti, mica solo per noi. E le probabilità di essere la prima a provare a far brillare un diamante grezzo sono sempre più basse. Questi vengono fuori da rapporti tristi, magari anni passati con passivo-aggressive, con donne che volevano essere abbracciate dopo un rapporto e non sapevano quanto si può dormire comode se ognuno approfitta della sua piazza a disposizione. Ma su, le avrete viste anche voi quelle che fanno portare la propria borsa al proprio ragazzo, che parlano solo di film romantici o di chick-lit (un mese fa a vedere Bridget Jones c’erano due coppiette, per dire). Poi quelli si mollano e magari ti toccano. Che ci vuoi fare se vogliono vedere X-Factor? Ma soprattutto, cosa vuoi più dalla vita di uno che non ti chiede di uscire se c’è X-Factor?

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Al netto di tutto questo allegro parco di tragedie quotidiane, rimane sempre un’amara verità: esistono i pazzi anche dall’altra parte. Anche su Marte ci sono gli instabili, gli umorali, i disadattati, quelli che si meriterebbero un decennio di analista se solo non li pagassero coi voucher. Mica solo su Venere. Il rapporto con la madre ne ha azzoppati più di quanti crediamo e quelli che non sanno/non rispondono e hanno paura delle relazioni perché hanno sofferto tanto ci sono eccome. Sono anni difficili. D’altra parte ci sono ancora quelli che ti dicono che ti richiamano e poi non lo fanno, mica si sono trasformati tutti in sciuri che preparano vellutate e non ti baciano perché è solo il primo appuntamento. Per cui aggrappiamoci a questa certezza quando ci dice che non rimane a dormire da noi perché domani c’ha crossfit, ci farà sentire meglio e meno rifiutate. E magari ci darà speranza per un ulteriore momento, quando avrà con sé il cambio/il portalenti/non avrà crossfit/non sarà una sera infrasettimanale. Purtroppo è che lo sappiamo, anche cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.