Un Agosto a Berlino.

Nella vita di tutti gli architetti ci sono nomi di cose, persone e città sentiti e risentiti, tante di quelle volte che dire “fino all’esaurimento” è riduttivo, e in realtà non si riduce un bel nulla, ma tutto rimane, ritorna e soprattutto nulla si abbandona totalmente alla non ricordo.

E allora, senza neanche citare il nome dell’architetto svizzero dai neri occhiali di celluloide, mentre sei in vacanza decidi di dedicare il sabato pomeriggio ad uno di quei frammenti irrinunciabili della memoria e del presente. Ecco a voi, la mia Unité d’Habitation.

foto di Maria Azzurra Rossi