366 days. 366 seconds. Il 2012 di Jonathan Britnell.

Siamo appena entrati nell’anno nuovo e già stiamo per voltarci indietro a guardare quello passato.
D’accordo, il duemiladodici non è stato dei migliori quasi per nessuno, e non si contavano i commenti di sollievo all’avvicinarsi della fine dell’anno. Eppure, un’ultima occhiata non si nega neanche al peggior nemico, e se è vero che sono nata per fare l’avvocato delle cause perse, non posso fare a meno di spendere qualche ultima buona parola anche per lui, l’anno appena finito.


Di cosebelle, in fondo, ne succedono e se ne vedono tutti i giorni. A volte siamo noi a doverle cogliere e valorizzare, ed il video 2012. 366 days. 366 seconds. ne è la prova.
Autore il videomaker Jonathan Britnell, che ha filmato quotidianamente la sua vita nel 2012, un secondo al giorno, fino a completare a Capodanno il video-diario dell’anno passato. Il risultato sono questi piccoli dettagli di vita, spezzoni belli come fotografie, che sia singolarmente sia in successione raccontano una storia lunga 366 giorni.

Paesaggi che diventano texture, il concreto che si fa astratto e i dettagli di tutti i giorni all’improvviso protagonisti: ecco la poesia nascosta, catturata senza troppe vie di mezzo da immagini o statiche o movimentatissime, come le scene in skateboard lungo le strade deserte di Austin, Texas.

2012. 366 days. 366 seconds. from Jonathan Britnell on Vimeo.

Come per augurarvi che quest’anno sia pieno di acqua, di sorrisi, di luci, di cieli e di viaggi. Molto più di quello precedente.
Una curiosità: al secondo 2,25 si può vedere, sullo sfondo, un omino che cade dal longboard. E’ proprio lui, Jonathan, che casca come un sacco di patate sull’asfalto. Forse, ripensandoci, questo 2012 è davvero una causa persa.