Unsaporediruggineeossa_Cosebelle_01

Jacques Audiard sa come arrivare al cuore delle cose. Lo fa scavando nel sordido, nel non detto, nel trauma, nel lato oscuro dell’essere umano. Perchè è lì che risiede la verità. Ci si spacca le nocche, si piange, si urla, ma alfine la si trova proprio al cinema, nel massimo dell’artificio. Audiard sembra insegnarci che la vita trionfa anche nel fango. Ed è per questo che sceglie personaggi borderline, costretti all’imperfezione per sopravvivere.

Unsaporediruggineeossa_Cosebelle_02

Qui si racconta una storia d’amore. Con una sceneggiatura originalissima Audiard immagina l’incontro tra due disperati: un pugile e padre fallito (Matthias Schoneaerts) privo di ogni senso etico, dedito ai furti, alla scorrettezza e al turpiloquio e una ragazza inquieta (Marion Cotillard)  che per vivere ammaestra le orche e perde le gambe in un terribile incidente sul lavoro.

Unsaporediruggineeossa_Cosebelle_03

Lei è la ragione, lui l’istinto. Lei è l’umanità che delira d’onnipotenza, lui la bestia feroce imprigionata in un acquario artificiale. Circondata dalla pietà e dal conforto, lei cerca una bestia da affrontare e trova riparo nei metodi spicci di lui, tra le sue braccia forti, nella sua impietosa condanna al conformismo. Pian piano risale meravigliosamente dalle profondità dell’abisso, scendendo a patti con l’istinto alla sopravvivenza che accomuna anche il più disperato degli esseri viventi.

Unsaporediruggineeossa_Cosebelle_004

In mezzo al sangue, ai pugni, alle protesi e agli abbracci compare infine l’amore. La pulsione più fondamentale. L’uomo e la bestia scoprono i tratti comuni che li avevano separati all’origine. Ed è da lì che si può ricominciare. La via maestra è il corpo, mutilato e offeso ma per una volta – con spirito ben poco occidentale – una cosa sola con l’anima che da esso trae insegnamento.

Svelate le nomination dei Golden Globe

La bellezza è per Audiard una scintilla d’infinito che appare fulminea nel contrasto e alberga tra le cicatrici, i denti aguzzi delle splendide orche, il ghiaccio sottile che frana sotto i piedi delle persone amate e mai scoperte, nella vittoria politicamente scorretta del forte sul debole. La vera rivoluzione qui è che è il più svantaggiato ad emergere, mentre annaspa ammaccato e gelido per brillare nel firmamento oscuro della natura che lo abbandona.

Unsaporediruggineeossa_Cosebelle_05

Unsaporediruggineeossa_Cosebelle_06

E nella fotofgrafia della cinepresa è cento volte più bella una donna senza gambe che guarda in faccia il sole, che centomila attonite comparse perfette sotto un’infrangibile teca di cristallo. Quel tipo di bellezza non interessa Audiard, e non piace nemmeno a chi ha deciso di abitare il mondo. Di ruggine e ossa è il sapore della verità.