Il 15 marzo del 2014 io e Pietro ci siamo sposati nella nostra Sardegna, precisamente a Sorso, una località poco distante dalla mia cittadina natale, Alghero.

E’ stato un rito simbolico molto sentito, officiato dalla mia migliore amica, che è tale da ormai più di vent’anni, alla presenza di familiari e amici che hanno visto crescere noi e il nostro amore. L’ufficializzazione del contratto è avvenuta, invece, a Copenhagen, dove risiediamo, e di siffatta cerimonia vi ho già scritto nella mia rubrica di Cosebelle della Danimarca.

Rito. Foto: Francesca Guerrini

Rito. Foto: Francesca Guerrini

Adoro i matrimoni e i preparativi che li precedono. Mi affascina la dolcezza di un sogno che si realizza, mi entusiasma la realizzazione, nel mio caso rigorosamente handmade, di ogni minimo dettaglio, ma, soprattutto, mi elettrizza la scelta di un tema che rispecchi il carattere degli sposi e regali agli invitati un’atmosfera magica, in cui nulla è lasciato al caso.

Il nostro tema è stato la favola di Biancaneve, nella originale versione trasmessa dai Fratelli Grimm, e la palette a cui ci siamo attenuti contemplava: bianco, avorio, ecrù, beige, grigio perla, rosso, antracite e nero.

Preparazione Sposa. Foto: Francesca Guerrini

Preparazione Sposa. Foto: Francesca Guerrini

Vi domanderete perché due non più ragazzi, ma decisamente adulti, abbiano scelto di proiettarsi, per una manciata di ore, in un mondo fantastico, rispolverando ricordi ed sensazioni ed indossando improbabili accessori.

Perché, dunque? Una prima risposta è molto semplice: Pietro, mio marito, lo ha fatto per accontentarmi, quindi è innocente (e a volte anche inconsapevole).

Per quanto concerne me, e le mie idee, la questione si complica, come al solito.

Non serve scomodare Propp e i suoi successori per averne autorevole conferma, e vi giuro solennemente che non lo farò, per asserire che le fiabe non sono solo destinate e fruibili dai bambini, ma sono trasposizioni nel regno del mito, racconti ancestrali, privi di coordinate spaziali e temporali, che ripropongono archetipi insiti in ogni uomo.

Biancaneve fa, dunque, parte del nostro immaginario collettivo, edulcorata dal film d’animazione Disney e da versioni censurate, possiede, in realtà, un fascino senza tempo, proprio per le infinite possibilità di analisi ermeneutica a cui si presta.

Da adulti, infatti, accantonate le certezze assolute, si comprende che solo ripristinando l’approccio alla vita proprio dell’infanzia si può andare oltre la superficie, attraverso il bosco sconosciuto, per giungere, consapevoli e maturi, all’agognata Verità dell’esistenza, ossia che occorre perdersi, per poi ritrovarsi.

Tutti noi siamo Biancaneve, descritta in balia di un sonno metaforico, ossia una morte iniziatica, dopo la quale comincia il percorso di crescita e formazione di ciascuno, un’eroina immortale, il cui morso alla mela scarlatta riecheggia quello della progenitrice nell’Eden, gesto da cui la Storia umana ha preso inizio.

Ma, bando alle ciance e addentriamoci nei dettagli più “matrimoniosi”.

Ho voluto ispirarmi a ambientazioni stile anni ’30-40, optando per candide piume, fili di perle e vibranti candele. Per richiamare la fiaba non potevano mancare mele rosse, lanterne e specchi di varie fogge, fino a quelli piccoli e lignei destinati ad essere le bomboniere.

Emblema arcano ed arcaico, lo specchio, infatti, risponde ad una molteplice gamma di significati nascosti, accumulatisi nello svolgersi delle epoche: da accesso alla sacra gnosi, a icona della vanitas, a luogo di presenze demoniache fino a oggetto metaforico del tema del doppio, materia di studio di Rank e Freud.

Allestimenti. Foto: Francesca Guerrini

Allestimenti. Foto: Francesca Guerrini

La serata si è conclusa con una festa che rievocasse l’aspetto più giocoso e divertente della dimensione fiabesca: musica; torta di cupcakes con caketopper in legno; buffet di macarons scarlatti e confettata, entrambi allestiti con cornici, riportanti alcuni brani incisivi della vicenda di Biancaneve, e riproduzioni di animali del bosco; photobooth realizzato per il divertimento di piccoli e grandi. Le invitate, inoltre, sono state coinvolte in un simpatico dress code, che prevedeva di calzare scarpe scarlatte, in pendant con quelle della Sposa.

Wedding cake e buffet. Foto: Francesca Guerrini

Wedding cake e buffet. Foto: Francesca Guerrini

Photobooth. Foto: Francesca Guerrini

Photobooth. Foto: Francesca Guerrini

Dress code. Foto: Francesca Guerrini

Dress code. Foto: Francesca Guerrini

Se siete arrivati fino a questo punto, sicuramente avete dato prova indefessa della vostra passione per i matrimoni a tema: vi sia reso il meritato onore… e avrete anche provato compassione per lo sposo, ammettetelo!

Photobooth. Foto: Francesca Guerrini

Photobooth. Foto: Francesca Guerrini