“ Non potresti vedere altra cosa più bella di Asolo ora (…) D’inverno, coperte di neve abbagliante, queste colline ci si avvicinano; ma in primavera assumono questo colore pallido e lontano, e diventano remote e intime come sogni. Nascondono il profilo merlato delle Dolomiti con una grazia vivente, quasi domestica, che si attorciglia sopra e intorno le loro profondità e precipizi come la vita stessa…”
 Freya Stark, 1971

© silvia benedet

Asolo vista dalla Rocca | © silvia benedet

Profumo di gelsomini, che si arrampicano vanitosi sui muri del caseggiato, incorniciando di bianco e verde vecchie insegne in ferro e lampioni aggraziati. I suoni duri del tedesco e lo strascichio dell’inglese, calzini bianchi sotto il sandalo e cappelli in paglia, si mescolano al dialetto veneto fortemente accentato e ai grembiuli svolazzanti degli osti, con un’ombra sempre sul vassoio.

Strade ciottolate sotto ai piedi, naso all’insù per meravigliarsi di fronte a quelle case che sembra stiano rivaleggiando in una gara d’eleganza. Eppure Asolo non è una bomboniera, una perfettina, no. E’ come una di quelle ragazze a cui la raffinatezza scorre nelle vene, quindi non importa se siano spettinate o con la gonna un tantino sgualcita, perché quando sorridono è primavera.

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Piazza Maggiore | © silvia benedet

Asolo è adagiata sulle floride colline della provincia di Treviso, sorvegliata dall’alto dal Monte Grappa. Ci si arriva curva dopo curva, sempre più ammaliati da quel verde intenso, dalla disordinata perfezione di quello che ci si sta profilando davanti.

“Uno dei borghi più belli d’Italia”, è il cartello che chiosa la scritta con il nome del paese. Devo dire che la didascalia è del tutto superflua.

La rocca merlata ogni tanto fa capolino tra i cipressi scuri, testimone di un orgoglioso passato. Una storia che si snoda tra poeti e intellettuali, artisti e gentiluomini. Non è difficile immaginarli qui nemmeno ora, immersi nella contemplazione dei “cento orizzonti” che la vista offre (l’ha detto uno che si chiamava Carducci, mica io), a festeggiare nei giardini delle ville, a passeggiare all’ombra dei portici gentili, con le mani intrecciate dietro la schiena.

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Le tre gemme più luminose di questo paesino che ha saputo essere ispirazione per arte e letteratura, non me ne vogliano i vari Pietro Bembo e Robert Browning, sono state tre donne. La veneziana Caterina Cornaro, regina in esilio, ne fece il suo salotto. Di lei resta una reggia, oggi teatro intitolato alla seconda figura femminile, Eleonora Duse. La Divina fece di Asolo il suo rifugio. Versi del suo più celebre amante, D’Annunzio, identificano la facciata della sua dimora, e i suoi abiti e preziosi oggetti di scena sono in mostra al Museo Civico. Dopo di lei, le colline asolane furono scelte come buen retiro da Freya Stark, esploratrice intrepida che tiene alto l’onore delle donne viaggiatrici nella letteratura.

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Lasciandoci alle spalle tutta questa cultura “alta”, veniamo a quella, non meno importante, che passa per i nostri palati e le nostre pance.  Dopo essere scese dalla visita alla sopracitata rocca, avrete fame e sete.

La cucina veneta, nella sua rustica semplicità, va assaporata all’Osteria Al Bacaro, spaparanzate sulle sedie di legno tra le foto in bianco e nero, mentre per un goto de vin (bicchiere di vino) servito con cicchetti e romanticismo dannunziano, qualche metro più in là c’è l’Enoteca alle Ore.

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Ormai avete assaggiato le delizie dei colli asolani e i formaggi del vicino Grappa, e non ne potete più fare a meno. Poco male, perché c’è una piccola bottega, da Ennio, che è un tripudio di delizie gastronomiche (in vetrina c’è del lardo con l’etichetta “lardo più buono del mondo”, pensavo doveste saperlo). Se siete a dieta (buuuu) ma non volete rinunciare comunque alla gioia di spendere qualche quattrino, i negozietti d’antiquariato (ce n’è più d’uno, scovateli!) non vi lasceranno andare via a mani vuote. In più, ogni seconda domenica del mese (luglio e agosto esclusi) troverete uno stupendo mercatino. E prima di andare via, un tuffo tra cose (belle) contemporanee alla Galleria Browning.

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 Come&Quando: info pratiche

– Rocca
Sabato, domenica e festivi ore 10.00-19.00 (da fine marzo a fine ottobre) – Luglio e Agosto con pausa tra le 12.00 e le 15.00. Ingresso euro 2

Museo Civico
Sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.00 – Ogni prima domenica del mese, alle ore 16.00, visita guidata gratuita alle collezioni del Museo. Ingresso euro 5

– Villa Freya (dimora di Freya Stark)
Aperta i primi tre sabati del mese. Orari: Aprile-Ottobre 9.30 – 10.30 – 11.30, Novembre-Marzo 10.00 – 11.00. Chiuso Agosto e Dicembre e in caso di maltempo.