Legend of Zelda + graphic design + cucina creativa

Se dovessi dire, così su due piedi, qual è l’oggetto per eccellenza che mi ha accompagnata in tutti gli anni dell’infanzia e della prima adolescenza, sicuramente la risposta sarebbe il Game Boy. Il Game Boy, anche se allora pesava un casino e aveva lo schermo in bianco e nero che si vedeva malissimo, io me lo portavo dietro un po’ ovunque, e ogni giochino che ho avuto (rigorosamente piazzato nel suo scatolino trasparente) porta una piccola storia con sé.

(Always with Honor)

Ma se dovessi scegliere un solo gioco da salvare, quello sarebbe The Legend of Zelda. Primo della mia vita (mai finito perché era in inglese e non capivo un tubo), grande amore della preadolescenza (mai finito perché i ragni giganti mi facevano troppa paura) e infine ultimo videogioco mai comprato (quattro anni fa, unico gloriosamente portato a termine), Legend of Zelda è più una lezione di vita, che un videogioco. In Zelda, la notte fa paura, si diventa adulti, per guadagnare bisogna tagliare l’erba per ore e c’è sempre qualcuno che tenta di fregarti al tiro al bersaglio (ah, e la principessa non la da mai a quello che si sbatte per lei tutto il tempo).

(Jez Burrows)

E insomma, dopo qualche anno sono incappata in Triforce Tribute, e immaginate la sorpresa quando scorrendo la lista degli autori ho scoperto che si trattava di alcuni tra i miei studi di grafica e designer preferiti. Nato dagli ottimi Always with Honor e Jolby, il progetto è un tributo a Link, alla principessa Zelda e a tutto il mondo racchiuso nelle loro avventure, che ogni artista ha rappresentato secondo il suo stile e la sua sensibilità.

(Ross Bruggink)

(Trevor Basset)

I nomi coinvolti sono tanti e importanti: Frank Chimero, Olly Moss, Dan Cassaro, Trevor Basset, i cui lavori sono stati esposti in questa galleria troppo lontana da noi. Ma non disperiamo! Per i veri fan, si può sempre comprare qualcuna delle stampe (ovviamente in edizione limitata) allo shop, qui.

(Jeffrey Frankenhauser)

(Dan Cassaro)

(Olly Moss)

E se ancora, dopo aver indossato una maglietta dei Dodongo e aver appeso un poster del perfido Ganon in camera, avremo bisogno di sentirci ancora più parte del regno di Hyrule, possiamo sempre tentare di consolarci con la pozione rigenerante. Quella che, insieme ad altre ricette divertentissime e stupendamente nerd, ci insegnano i ragazzi di feast of fiction.

Buon tuffo nel passato!